RATZINGER TEOLOGO PAPA. FRANCESCO RIVOLUZIONARIO. COMUNIONE DI UN’AMICIZIA. ANCHE BERGOGLIO SARA' PONTEFICE EMERITO?

Due personalità diverse alla ricerca della Verità, discendenti di Giovanni Paolo II – Benedetto XVI, saggezza e umiltà nella “Vigna del Signore” – Il periodo difficile del Suo Pontificato – Fu il primo a scagliarsi contro la pedofilia nella Chiesa ed a chiedere perdono alle vittime – Anche Bergoglio sarà Papa emerito? – Il ricordo personale del papa musicista

di Armando Caruso

Josepf Ratzinger, bavarese, Benedetto XVI, il Papa teologo, ma sarebbe meglio dire il “teologo Papa” e Jorge Mario Bergoglio, argentino, oriundo di Portacomaro (Asti), Papa Francesco il “rivoluzionario”. Due personalità profondamente diverse, due visioni della vita apparentemente all’opposto, ma che infine, si abbracciano, cogliendo un unico fine: l’umiltà. Coltissimo fin da ragazzo l’uno, dedito alla ricerca della Verità Divina, Maestro cercato e amato dai suoi studenti nelle diverse università in cui ha insegnato, profondamente mite, amatissimo da altri eminenti studiosi in teologia che con lui (hanno varcato?) la soglia della Verità; l’altro, Bergoglio, figlio della povertà, di onesti lavoratori emigrato in Argentina, senza velleità per la testa, costretto da ragazzo a giocare per strada, ma anch’egli chiamato alla fede nel Signore.
Due percorsi di vita, un unico destino: ritrovarsi in tarda età sulla Soglia di Pietro per governare la Chiesa Cattolica.

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TORINO, SI CAMBIA: LA NUOVA MOVIDA. “PACE” AI RESIDENTI, STRATEGIE DI MERCATO

L’assessore comunale Paolo Chiavarino:”Una task force a servizio dei cittadini e un occhio attento alla qualità della vita” – Il piano triennale per Distretti commerciali – Gli accordi con la Regione e il ruolo di Ascom e Confesercenti – Pratiche amministrative più snelle

di Gianni Maria Stornello

Il “sindaco della notte” è una figura amministrativa che esiste da anni a Barcellona, Parigi, Amsterdam. La richiesta di istituirla a Torino è condivisa dai Radicali italiani di Igor Boni, che vogliono estenderla a Milano e Roma, cercando zone meno centrali della città, ma devono essere convenientemente attrezzate affinché la periferia si integri culturalmente e diventi città. Anche il Parco del Valentino e gli stessi Murazzi, possono essere riattivati, ma nel rispetto reciproco dei cittadini, prevenendo pericolosi conflitti. Lei come giudica questa proposta?
“Il Sindaco di Torino ha istituito una task force formata da quattro assessori che si occupa del fenomeno della movida, per cercare soluzioni al fine di salvaguardare il giusto diritto per residenti al riposo e alla salute, per i giovani di potersi, con ragionevolezza, divertire, e per gli esercenti di poter legittimamente lavorare nel rispetto di norme e regolamenti. La nuova figura del “Sindaco della Notte” risponderebbe alla scelta di vedere un unico soggetto occuparsi in prima persona dei problemi della movida notturna e di coinvolgere esercenti, associazioni e cittadini per lavorare ad un’offerta culturale della città e di tutti i soggetti interessati, rivolta al mondo giovanile”.
Lei è politico di lungo corso che conosce bene il funzionamento dell’amministrazione comunale di Torino. Di regolamentare la Movida a Torino se ne parla da almeno vent’anni. Nel frattempo la marea notturna dei giovani si è trasferita da Piazza Vittorio a San Salvario, a Santa Giulia, creando non pochi disagi e malumori in queste zone della città. Secondo lei, quali sarebbero le proposte più idonee per la soluzione del problema?
“La concentrazione della movida in alcune aree della città ha senza dubbio messo a dura prova i cittadini residenti, soprattutto a causa di intemperanze da parte di soggetti per cui lo scopo principale non è un sano divertimento oppure ai quali l’eccesso alcolico genera distorsioni comportamentali.

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CULTURAeditoriale
24/01/2023

RATZINGER TEOLOGO PAPA. FRANCESCO RIVOLUZIONARIO. COMUNIONE DI UN’AMICIZIA. ANCHE BERGOGLIO SARA’ PONTEFICE EMERITO?

Due personalità diverse alla ricerca della Verità, discendenti di Giovanni Paolo II – Benedetto XVI, saggezza e umiltà nella “Vigna del Signore” – Il periodo difficile del Suo Pontificato – Fu il primo a scagliarsi contro la pedofilia nella Chiesa ed a chiedere perdono alle vittime – Anche Bergoglio sarà Papa emerito? – Il ricordo personale del papa musicista Josepf…

SVILUPPO SOSTENIBILE, ECOSISTEMI, SALUTE. TUTELE NEL RISPETTO DI DIRITTI E DOVERI

Il processo industriale globalizzato ha consentito progresso, generato ricchezza, ma anche inquinamento, sfruttamento del lavoro minorile e incrinato la fede nel mercato liberistico – Non è più concepibile perseguire soltanto il profitto – I temi cruciali delle risorse legate anche alle future generazioni

di Roberto Frascinelli

L’inquinamento atmosferico può essere ricondotto al fenomeno della presenza nell’atmosfera terrestre di agenti fisici di solito non presenti nella normale composizione dell’aria che respiriamo, ad esempio i prodotti residui del carbone (ossidi di carbonio), di azoto, dello zolfo, oppure composti chimici (come ad esempio gli idrocarburi) e agenti inquinanti (come ad esempio l’antrace, piombo, particolato, ecc).
Detto inquinamento trae la sua principale origine dalla diffusione in atmosfera di gas e di “polveri sottili” generalmente derivanti dalla produzione di energia, di riscaldamento e dal traffico veicolare: in sostanza deriva dal sistema industriale nel suo complesso. Ciò ha generato da un lato un progresso senza precedenti consentendo a milioni di persone di uscire da una condizione di povertà secolare, dall’altro però ha generato svariati problemi come quelli derivanti dall’inquinamento, dall’impiego di forza minorile, dallo sfruttamento di manodopera in Paesi in via di sviluppo, acuendo di conseguenza le diseguaglianze a causa delle inevitabili distorsioni del mercato ormai sempre più “globalizzato”.

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RIFORMA DEL CODICE PENALE A RISCHIO DI PARALISI. TRATTIAMO LA GIUSTIZIA COME UNA S.P.A.

Ostacoli in sede parlamentare quando si parlerà anche di presidenzialismo e autonomie – Non una lentezza permanente, ma il principio di una vera ragionevole durata del processo – Più corretto sarebbe considerare la delicata materia come una perfetta “catena di produzione”

di Massimo Terzi

Il nuovo Governo ha preannunciato la intenzione di promuovere radicali riforme in materia di giustizia; in particolar modo nel settore penale. Avevo già avuto modo di segnalare in un precedente articolo le enormi difficoltà politiche di realizzare questa riforma in quanto si andrà a congiungere in sede parlamentare, o comunque di trattativa politica, con la riforma del presidenzialismo e quella delle autonomie. Il rischio, evidenziato recentemente da ben più autorevoli commentatori, è quello di una paralisi complessiva. Ma tralasciando gli aspetti strettamente politici vorrei valutare l’approccio di metodo alla riforma in materia di giustizia con particolare e specifico riferimento alla giustizia penale.
Sono passati 43 anni dall’entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale, che segnò una svolta epocale sia da un punto di vista ordinamentale che procedurale, mutando il sistema da inquisitorio a accusatorio. Molti, anzi, direi innumerevoli, sono stati gli interventi e gli aggiustamenti sull’impianto normativo per cercare di migliorarlo.

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CAMBIAMENTI CLIMATICI: NEGLI STATI UNITI LE NUOVE FRONTIERE. IN ITALIA? “SE NE PARLA”

In Usa anche gli ecologisti sono per il nucleare pulito - Una nazione che guarda al futuro – Miliardi di dollari per un orizzonte decennale: è una nuova sfida industriale colossale – Gli investimenti tampone del nostro bel Paese - Il “problema” delle piste alpine che preoccupa gli sciatori italiani

di Alessandro Battaglino

Le temperature primaverili che ci hanno accompagnato nel mese dicembre (con temperature massime tra i 7 e i 10 gradi e le minime tra l’1 e i cinque gradi), le scarse precipitazioni che hanno caratterizzato gli ultimi mesi (a esclusione della nevicata del 15 dicembre) ci hanno, ancora una volta, messo davanti agli effetti di un cambiamento climatico ormai innegabile.
E per coloro che provano ancora a negare, magari citando le copiose nevicate e le (rigide…) temperature della costa orientale degli Stati Uniti dello stesso periodo dovrebbe essere sufficiente accedere una delle tante webcam della città dello Stato di New York per vedere che quelle montagne di neve sono ormai ridotte a una spolverata e che le temperature sono tornate sopra la media.
In un mondo ormai diviso in fazioni su qualunque aspetto che riguarda la nostra vita più che alle temperature e alle precipitazioni degli Stati Uniti bisognerebbe analizzare cosa sta succedendo oltre oceano non tanto e non solo per controvertere un cambiamento climatico che sembra ormai irreversibile ma per creare le condizioni per poter continuare a vivere e garantire vita e prospettive a questa e alle generazioni che verranno.

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“PIETRA PER PIETRA”, COSI’ TRAGEDIA, STORIA, TEATRO ALIMENTANO GLI ORIZZONTI VERBALI DELLA DEMOCRAZIA

L’Illuminante citazione di Marco Polo – Nell’antica Grecia erano i cori l’essenza fondante della relazione, del dialogo politico – L’ “Antigone” di Sofocle e i grandi conflitti – Dai nobili temi dei classici ai banali “intrattenimenti” della nostra società - Quel concetto mai sopito di rivoluzione

di Erica Nava

Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra. “Ma quale la pietra che sostiene il ponte?” chiede Kublai Kan. “Il ponte non è sostenuto da questa o da quella pietra, – risponde Marco, – ma dalla linea dell’arco che esse formano”.
Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo. Poi soggiunge: “perché mi parli delle pietre? È solo dell’arco che m’importa”. Polo risponde: “Senza pietre non c’è arco”. Italo Calvino, “Le città invisibili”.
È il V sec a.C. quando in Grecia Eschilo, Sofocle e Euripide scrivono le storie dei grandi eroi e delle grandi eroine che ad oggi portiamo in noi come modelli archetipici di riferimento. Chi di noi, studiando una tragedia classica a scuola, non si è trovato a innamorarsi di qualche personaggio, leggere tutte le scene e saltare invece i cori?
Eppure è proprio nei cori che sta l’essenza del teatro: la relazione. Attraverso i cori il popolo veniva educato a vivere nel contesto sociale e politico che si stava sviluppando, la democrazia, e a condividere un patrimonio culturale attraverso cui si sarebbero poi fatte le scelte per la città.

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NONOSTANTE I REATI AUMENTINO RISPETTO AL 2021 L’ITALIA RESTA UNO DEI PAESI EUROPEI PIU’ SICURI

I dati forniti dal Vice Direttore generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Rizzi indicano le azioni di prevenzione dei delitti - Omicidi: 4% in più; 3% in più le vittime donne – Il report sugli omicidi - Truffe on line in crescita, sotto osservazione

di Stefano Delfini

Il 30 dicembre 2022, presso la sala conferenze del Ministero dell’Interno, il Capo della Polizia, Direttore generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Lamberto Giannini ha aperto la conferenza stampa per la presentazione dell’attività della direzione centrale della Polizia criminale, ufficio a connotazione interforze del Dipartimento della pubblica Sicurezza nel quale prestano servizio rappresentanti delle quattro Forze di polizia (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Penitenziaria).
L’evento ha consentito di dedicare un approfondimento ad ampio raggio ai fenomeni criminali in Italia e nel mondo, per poter fornire risposte sempre più tempestive per le nuove sfide del nostro tempo e per poter restituire al decisore politico utili elementi di riferimento per elaborare strategie ancora più efficaci, innalzando il livello di sicurezza senza trascurare la percezione che ne hanno i cittadini.
Il Prefetto Lamberto Giannini nel suo intervento iniziale ha definito la sicurezza quale «bene essenziale» per la società.

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GLOBALIZZAZIONE, FINANZIARIZZAZIONE, TECNOLOGIA: COSI’ IL “MOSTRO RICICLAGGIO” BRUCIA L’ECONOMIA

Le risposte penali a questo fenomeno devastante che non conosce confini – Trasferimento in tempo reale di ingenti capitali di denaro sporco e “ripulito” – I paradisi offshore – Anche le professioni liberali sono considerate “sensibili” – Più articolate le sanzioni giudiziarie

di Ciro Santoriello

La quarta direttiva UE, n. 2015/849 definisce il riciclaggio come « a) la conversione o il trasferimento di beni, effettuati essendo a conoscenza che essi provengono da un’attività criminosa o da una partecipazione a tale attività, allo scopo di occultare o dissimulare l’origine illecita dei beni medesimi o di aiutare chiunque sia coinvolto in tale attività a sottrarsi alle conseguenze giuridiche delle proprie azioni; b) l’occultamento o la dissimulazione della reale natura, provenienza, ubicazione, disposizione, movimento, proprietà dei beni o dei diritti sugli stessi, effettuati essendo a conoscenza che tali beni provengono da un’attività criminosa o da una partecipazione a tale attività; c) l’acquisto, la detenzione o l’utilizzazione di beni essendo a conoscenza, al momento della loro ricezione, che tali beni provengono da un’attività criminosa o da una partecipazione a tale attività; d) la partecipazione a uno degli atti di cui alle lettere a, b, c, l’associazione per commettere tale atto, il tentativo di perpetrarlo, il fatto di aiutare, istigare o consigliare qualcuno a commetterlo o il fatto di agevolarne l’esecuzione».

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“PLASTICA GREEN, VETRO E ALLUMINIO” COSI’ RIUSCIREMO A SALVARE I NOSTRI MARI

L’Unione Europea dal 2018 si è impegnata per trasformare la plastica necessaria al packaging industriale in prodotto riciclabile al 100%, “Perché sia un amico del pianeta” - Impressionanti gli attuali dati sull’inquinamento – L’impatto energetico è comunque costoso – L’aiuto dal mondo vegetale

di Antonella Formisano

Il problema della plastica e della difficoltà al suo smaltimento è sotto gli occhi di tutti. Nel mondo si disperdono nell’ambiente enormi quantità di rifiuti e, di questi, la plastica rappresenta il dato più rilevante di inquinamento (ben 6,3 miliardi di tonnellate di plastica sono spazzatura e di questa dai 5 ai 13 milioni di tonnellate finiscono negli oceani). Ben l’80% dei rifiuti che inquinano il mare sono di plastica; ciò fa sì che quantitativi significati di plastica siano trasportati dalle correnti
marine e depositate sulle coste, ma ciò comporta anche il problema della disgregazione della plastica in microplastica.
Un ruolo primario di utilizzo di plastica lo svolge proprio il packaging; infatti, in Europa circa il 40% della plastica è utilizzato per il packaging. Ciò significa che i rifiuti in plastica (ben 25,8 milioni di tonnellate annue in Europa) derivano per il 59% proprio dagli imballaggi. Secondo i dati forniti da Plastics Europe, quasi il 32% di questi rifiuti è raccolto per essere riciclato, il 25% finisce in discarica e il 42% negli inceneritori. Il dato più impressionante è che se si osserva solo il mondo del
packaging, ben il 95% del valore del materiale di imballaggio in plastica, stimato tra i 70 e i 105 milioni di euro l’anno, è inutilizzato dopo un solo suo uso. La produzione e l’incenerimento della plastica producono circa 400 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno.
Ed è per arginare questi problemi che la Commissione Europea dal 2018 sta attuando diverse politiche di economia circolare, in cui la plastica da problema può diventare una risorsa.
L’obiettivo è quello di puntare su un’industria della plastica di nuova generazione che possa produrre prodotti in plastica riciclabili, riutilizzabili e meno dannosi per l’ambiente. Il progetto dell’Europa è decisamente ambizioso: entro il 2030 tutti gli imballaggi in plastica dovranno essere riciclabili al 100% o riutilizzabili; i sacchetti di plastica monouso saranno sempre meno utilizzati e, infine, l’uso intenzionale di microplastiche sarà limitato.

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E DOPO LA MATURITA’? LA SCELTA UNIVERSITARIA PROBLEMA DA SUPERARE

Perplessità, riflessioni, ansie per ogni studente - Ogni facoltà apre un mondo nuovo pieno di prospettive - Con l’aiuto di validi insegnanti andare avanti è più facile

di Stefano Amato

Descrivere e raccontare il passaggio fra il liceo e l’università non è per niente semplice; è infatti un momento carico di emozioni, tanto positive quanto negative, se da una parte infatti c’è l’ansia per un’esperienza nuova e totalmente fuori dalla propria “comfort zone”, dall’altra c’è l’eccitazione, in parte paradossalmente per le stesse ragioni ma anche per la consapevolezza dello star crescendo che, almeno personalmente, non avevo durante la scuola.
È stato difficile anche perché io, dopo tre mesi di università ed un passaggio di facoltà, non mi sento ancora effettivamente dentro l’università, come forse dovrei:
E’ come, per essere più chiaro, se stessi parlando di un progetto ancora in divenire, ragion per cui mi è molto complicato per comprendere errori e cose giuste fatte in questi mesi.

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