CULTURAPOLITICA

7 OTTOBRE 2023: “NO ALL’ODIO” DI UNA STUDENTESSA ISRAELIANA

By 24/11/2023No Comments

Da Torino una testimonianza toccante: anche nelle università si sentono espressioni triviali come “Israele, stato nazista e nemico” – “Per noi ebrei, il valore della vita vale più d’ogni altro sentimento” – Gli aiuti dei Giovani Ebrei d’Italia dopo l’aggressione

Il 7 ottobre è stato il giorno che ha segnato profondamente la nostra quotidianità. Quel giorno in Israele era giorno di riposo dal lavoro, il giorno dello Shabbat. La vita proseguiva nelle case: chi dormiva la mattina fino a tardi, chi, più religioso stava andando in Sinagoga a pregare e cantare e chi invece era al Rave Party nel Negev al sud di Israele dove hanno fatto irruzione i terroristi militanti palestinesi di Hamas che hanno trucidato oltre 300 persone tra cui il mio caro amico David Newman.
Tutt’oggi viviamo con la speranza e la preghiera che le altre persone sparite e rapite possano tornare dalle loro famiglie e dai loro cari. Nell’ebraismo il valore della vita vale più di ogni altra cosa e questo è risaputo perché il governo israeliano è disposto a fare di tutto per liberare gli ostaggi innocenti, anche in cambio di fare fuoriuscire dalle prigioni dei terroristi.
A tal proposito nel 2011 c’è stato un accordo tra Israele e l’Organizzazione di Hamas: la liberazione del soldato Gilad Shalit in cambio di 1027 prigionieri terroristi palestinesi. Questo atto di umanità, molto dibattuto, dimostra come l’attaccamento alla vita ed il valore della fratellanza e della solidarietà siano i pilastri della società israeliana.
Tornando a quel sabato mattina, mamma mi ha svegliato gridando: ‘‘C’è la guerra in Israele.’’ I sentimenti iniziali di terrore hanno preso forma nei comportamenti più disparati: abbiamo iniziato a chiamare tutti i familiari e gli amici che vivono lì per capire quale fosse la situazione in quel momento e cosa potessimo fare nel concreto per aiutare.
A livello nazionale, la realtà dell’UGEI: l’Unione Giovani Ebrei d’Italia si è subito mossa per raccogliere vestiti, attrezzature, medicinali ed altri beni di prima necessità, al fine di spedirli con aerei cargo che da lì a qualche giorno sarebbero partiti. È stata lanciata una raccolta di donazioni volta a sostenere gli oltre 315 mila soldati riservisti e volontari chiamati al fronte: le valigie spedite sono state più di un centinaio. Nonostante questi forti momenti di unione, solidarietà e fratellanza, la paura regna ancora sovrana tra i giovani ebrei: all’ordine del giorno vi sono manifestazioni che gridano all’intifada e inneggiano Hamas, bandiere Isis che sfilano durante le proteste propalestinesi ed un clima d’odio con graffiti sui muri, striscioni e scritte che inneggiano alla caccia all’ebreo.
Non avremmo mai pensato di avere timore per la nostra incolumità, soprattutto in luoghi che dovrebbero rappresentar tutti gli studenti, senza differenze di genere, etnia e cultura. Nelle università, luoghi che dovrebbero essere educativi, ci sono stati collettivi studenteschi, cortei che dichiaravano la volontà di distruggere lo Stato di Israele, ”Stato nazista e nemico ”.
Tutto ciò è sintomo di odio profondo e radicato nell’essere umano: il dialogo ed il confronto dovrebbero stare alla base di tutto. Certe persone non sono disposte a dialogare e spesso inneggiano alla violenza per partito preso senza conoscere la realtà molto complicata dei fatti.
Il nesso tra antisemitismo ed antisionismo di retaggio è fortissimo in questo periodo ed in quanto Giovani Ebrei lo stiamo vivendo sulla nostra pelle con minacce dirette, atti di violenza e persone che tolgono il saluto. L’odio e la disinformazione che regnano sovrani non porteranno mai a nulla di concreto, per volere dialogare è importante conoscere, studiare la storia e non farsi travolgere da preconcetti e stereotipi insiti nel genere umano.
Ringrazio l’UGEI per essermi stata accanto in questo periodo e per tutto quello che sta facendo per i civili coinvolti nella guerra. Con la preghiera e la speranza che tutta questa sofferenza possa terminare.

Giulia Santoro
Studentessa Università di Torino