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AFFITTARE UNA CASA? PREZZI ALLE STELLE INFLAZIONE MONDIALE, L’EDILIZIA IN CRISI

By 23/04/2024No Comments

Gravi disagi in Europa, Stati Uniti, Cina, Germania, Francia, Inghilterra
Acuisti condizionati dall’alto tasso di interesse – Emergenza abitativa
a Milano e Roma – Torino in controtendenza, calo dl 10 per cento rispetto al 2022

Riuscire a comprare o affittare una casa è diventato negli ultimi tempi un problema che non coinvolge solo le famiglie italiane, ma che, al contrario, è un fattore di difficoltà in Europa e nel mondo. Molti Paesi, infatti, dal 2023 sono alle prese con una situazione di crisi senza precedenti; situazione dovuta a vari fattori, tra cui l’aumento dei tassi dei mutui che ha generato l’impossibilità da parte dei giovani e delle famiglie a comprare casa. Ciò ha comportato una sempre maggiore richiesta di alloggi in affitto che l’offerta non riesce a soddisfare.
L’inflazione in aumento comporta un minore potere di acquisto e un maggior costo delle materie prime, con conseguente blocco del settore edile ed immobiliare, e domanda sempre più pressante di immobili da affittare. A livello mondiale gli Stati che maggiormente risentono di tale problema sono Canada, Cina, Argentina, Stati Uniti, Portogallo, Germania, Francia e Regno Unito, dove i prezzi degli affitti sono cresciuti in maniera esponenziale. In Argentina, il Presidente Milei ha adottato la “deregolamentazione”, che ha comportato una liberalizzazione degli affitti con conseguente aumento eccessivo dei prezzi e una gestione più libera tra inquilini e proprietari, che preferiscono però affittare agli stranieri che pagano in dollari.
Anche la Francia sta vivendo un periodo buio per il mercato immobiliare: per tutto il 2023 l’aumento dei tassi d’interesse ha comportato una frenata negli acquisti di case con successivo aumento di richiesta di immobili da affittare. Nel Regno Unito sono, soprattutto, gli studenti stranieri ad avere difficoltà nella ricerca di un alloggio. Tre sono, invece, i principali fattori che in Germania stanno gettando nel caos il sistema immobiliare: il rialzo dei tassi d’interesse, l’elevata inflazione e la scarsità di nuove abitazioni.
Nella stessa Cina è scoppiata la bolla immobiliare, che ha visto il debito dell’ex colosso immobiliare cinese Evergrande e del Country Garden aggirarsi intorno ai 500 miliardi di dollari; di conseguenza tutto il mercato edile è fermo con ripercussioni pesanti anche per l’indotto. I cinesi, non riuscendo più ad accedere a prestiti per l’acquisto di una casa, si rivolgono verso immobili da affittare facendo schizzare in alto i loro costi e, pertanto, sempre più persone sono costrette a scegliere un alloggio condiviso.
Lo stesso scenario mondiale si presenta anche in Italia, che da sempre ha visto nella casa un investimento sicuro, ma che già dal 2023 ha iniziato a perdere le proprie attrattive. Anche il 2024 per il settore immobiliare sarà un anno difficile; diversi i fattori che hanno portato a questa situazione: oltre all’aumento dei mutui, hanno contribuito anche le nuove regole green dell’Europa nonché l’impoverimento sempre più evidente delle famiglie italiane.
L’emergenza abitativa sta attraversando anche il nostro Paese: nel panorama europeo Roma e Milano detengono rispettivamente il secondo e il terzo posto, dopo Amsterdam, delle città più costose per affittare una casa. Milano ha visto i propri canoni di locazione per il 2023 attestarsi sugli stessi livelli del 2022, mentre Roma ha registrato un notevole aumento che si aggira intorno al 5,6% per il 2023. In controtendenza Torino, che si è posizionata come una delle città più convenienti per la locazione, registrando nel 2023 un calo annuo dei prezzi del 10% rispetto all’anno precedente, anche se il problema di trovare immobili da affittare è ugualmente presente nel capoluogo piemontese.
Per vedere una ripresa del mercato immobiliare italiano si dovranno attendere le decisioni del Governo per l’attuazione delle direttive green europee appena deliberate, che prevedono per l’adeguamento delle case e degli edifici italiani una spesa che si aggira intorno agli 88,3 miliardi di euro.
Antonella Formisano