AGRICOLTURA

AGRIVOLTAICO, LEGAMBIENTE E COLDIRETTI LITE E ACCORDO?

By 24/05/2024No Comments

Pannelli solari a terra o sospesi per un miglior risparmio energetico: nel contesto, il parere del WWF – Il Decreto Agricoltura dev’essere approvato entro 60 giorni – Nel dibattito parlamentare si cerca una convergenza

Grazie alle condizioni climatiche e all’elevata biodiversità, l’agricoltura italiana rappresenta da sempre un fondamentale comparto per il nostro Paese, con produzioni alimentari di elevata qualità apprezzate in tutto il mondo.
Il drammatico quadro internazionale, segnato da gravi tensioni e guerre, ha purtroppo creato ripercussioni anche in questo settore con rilevanti fenomeni inflattivi che hanno interessato i seminativi, i carburanti, l’energia e i trasporti, andando così a toccare la marginalità degli imprenditori agricoli.
In questo contesto, un tema di grande interesse per molti Paesi è proprio la cosiddetta “sovranità alimentare”, che sul sito di Slow Food Carlo Petrini definisce così: “riconoscere il ruolo chiave dei piccoli produttori di ogni tipo, contadini e agricoltori a conduzione familiare, con donne (principali custodi della sovranità alimentare delle famiglie nel mondo) e giovani (da cui dipenderà l’alimentazione del futuro), in primo piano. È anche rivendicare l’importanza di pratiche agroecologiche, con una maggiore facilità di accesso a terra, acqua e semi; contro la monocoltura e le pratiche di tipo estrattivista”.
Disporre di cibo sano è infatti un diritto fondamentale per ogni persona e, purtroppo, i modelli globali caratterizzati da produzioni “concentrate” in alcune aree del pianeta possono risultare non adeguati per una corretta alimentazione e potrebbero favorire le monocolture o l’uso non corretto di prodotti chimici, a tutto danno della biodiversità e di un’agricoltura sostenibile.
Attraverso gli accordi siglati con l’ultimo G7, i Paesi più industrializzati del pianeta hanno inoltre posto l’accento sull’energia, evidenziando la necessità di ridurre l’utilizzo di combustibili fossili a favore di fonti energetiche alternative, tra cui il fotovoltaico.
Il Governo ha recentemente approvato il Decreto Legge “Disposizioni urgenti per le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura, nonché per le imprese di interesse strategico nazionale”, che – non senza dibattiti anche all’interno dello stesso Esecutivo – è stato firmato dal Presidente della Repubblica il 15 maggio scorso.
Tra i diversi elementi del Decreto quello più rilevante ai fini energetici è l’art. 5, che prevede dei limiti in merito all’uso del suolo agricolo. Il citato articolo, in sintesi, prevede il divieto di installare nuovi impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra in zone classificate come “agricole” dai piani urbanistici, mentre l’installazione sui terreni agricoli resta sempre consentita in caso di creazione di una Comunità energetica rinnovabile o per dare attuazione a progetti PNRR.
Il Decreto, sin dall’inizio, è stato oggetto di vivaci discussioni. Tra coloro che si sono espressi a favore della proposta ci sono Confagricoltura e Coldiretti. Quest’ultima, nel suo articolo del 7 maggio 2024, dichiara “soddisfazione per la decisione di tutelare l’agricoltura nazionale anche con un deciso stop al fotovoltaico selvaggio a terra. Coldiretti non è contro le rinnovabili, come dimostra anche la forte partecipazione alla misura del Pnnr per gli impianti fotovoltaici sui tetti di stalle e cascine. Il modello vincente, informa Coldiretti, è quello di transizione energetica che vede le imprese agricole protagoniste attraverso, ad esempio, le comunità energetiche, gli impianti solari sui tetti e l’agrivoltaico sostenibile e sospeso da terra che consentano di integrare il reddito degli agricoltori con la produzione energetica rinnovabile, con una ricaduta positiva sulle colture e sul territorio”.
Coldiretti, inoltre, cita una ricerca del Centro Studi Divulga che, stimando le superfici dei tetti degli edifici disponibili, valuta che possa essere generata una potenza fotovoltaica compresa fra 59 e 77 GW, sufficienti quindi a coprire l’aumento di energia rinnovabile previsto dai piani per il 2030.
Di parere opposto sono Legambiente e WWF, con quest’ultima organizzazione che dichiara sul proprio sito: “la disposizione dell’articolo 5, se approvato, rappresenterebbe un drammatico freno allo sviluppo delle rinnovabili in Italia e segnerebbe il clamoroso fallimento di tutte le politiche di pianificazione e razionalizzazione normativa per le rinnovabili, portando un danno anche agli stessi agricoltori”.
Altri soggetti, quali Elettricità Futura o Italia Solare, pongono l’accento sui possibili aumenti dei prezzi dell’energia oltre al non raggiungimento dei target definiti. A riguardo, nel suo comunicato stampa, “Italia Solare” afferma che “ritenere che il fotovoltaico debba essere realizzato solo su edifici, su aree compromesse sarebbe un errore gravissimo: basta essere consapevoli che così si avrà inevitabilmente energia a costi maggiori, con tempi di realizzazione degli impianti evidentemente dilatati e incompatibili con l’obiettivo 2030”.
Il Decreto Agricoltura, per mantenere la sua efficacia, dovrà ora essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni. Speriamo quindi che nell’iter parlamentare il legislatore riesca a coniugare le diverse esigenze.

Flavio Servato