POLITICA

AL G7, GIORGIA MELONI “PIZZICA” I GRANDI DELLA TERRA 
E LANCIA LA SFIDA: “ORA L’ITALIA TRACCIA LA ROTTA”

By 25/06/2024No Comments

Indubbio successo nello scenografico Borgo Egnazia, ma la strada è ancora stretta e i nemici politici non sono più “dietro l’angolo” – L’appello a Ursula von der Leyen – La stampa britannica, francese e tedesca lanciano strali contro la premier italiana – Graffianti alcuni titoli: “ Sei anatre zoppe e Giorgia Meloni” e “I nani del G7” – Forte il dissenso con il governo italiano sul diritto all’aborto e sull’identità di genere – Le richieste spirituali e umane di Papa Francesco sull’AI – Joe Biden e “Nessun dorma”

“Abbiamo una grande responsabilità sulle nostre spalle e intendiamo onorarla al meglio delle nostre possibilità, dimostrando ancora una volta quanto l’Italia sia capace di tracciare la rotta”. Così Giorgia Meloni all’inizio dell’incontro tra i Grandi della Terra, che si è da poco chiuso in Puglia. Il 1° gennaio 2024 l’Italia ha assunto, per la settima volta, la Presidenza del G7, di cui fanno parte, come noto, il gruppo che riunisce Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti d’America.
Al G7 partecipa anche l’Unione Europea. Ricchissima l’agenda degli appuntamenti, su temi attualissimi ed emergenti, dalla difesa del sistema internazionale basato sulla forza del diritto (la guerra d’aggressione russa all’Ucraina ha determinato una pericolosa instabilità, analogamente al conflitto in Medio Oriente), al rapporto con le Nazioni in via di sviluppo e le economie emergenti, in particolare nei confronti dell’Africa, e ancora le questioni migratorie, il rapporto clima-energia, la sicurezza alimentare, l’impiego e la regolazione dell’Intelligenza Artificiale (il tema dell’algoretica, cioè incentrare l’IA sull’uomo in modo che sia controllata dallo stesso, attraverso nuovi meccanismi di governance).
Ai lavori del G7 ha partecipato anche il Papa, invitato proprio a parlare di intelligenza artificiale. Il Pontefice ha chiesto che siano individuate nuove regole nel mondo della tecnologia che attraverso l’IA diventerà sempre più invasivo e dominante, oltre che lanciare un ennesimo appello alla pace richiamando i Grandi Paesi a farsi garanti di un percorso che porti alla soluzione pacifica dei conflitti in essere.
I lavori si sono svolti in clima di grande cordialità, dovuta anche alla positiva accoglienza e alla suggestione dei luoghi dell’incontro. Eppure l’Italia, nella massima espressione rappresentativa della sovranità popolare – il Parlamento – non si era proprio presentata al meglio: in concomitanza con l’inizio del G7 si sono verificati scontri durissimi in Aula, prima al Senato sul premierato dove viene approvata la norma cardine, cioè l’elezione diretta del Presidente del Consiglio, poi a Montecitorio dove si celebra addirittura una bagarre con rissa sull’autonomia differenziata.
Nelle fasi concitate della discussione il Cinquestelle Donno si avvicina ai banchi del governo per portare una bandiera al ministro Calderoli.  Nel frattempo pare che un deputato gli abbia sferrato due pugni in testa. Donno cade e viene portato via in carrozzina. Segue parapiglia generale. Alla ripresa dei lavori il presidente della Camera Fontana comunica l’espulsione di Donno e del Leghista Furgiuele perché avrebbe “mimato la X Mas”, secondo l’opposizione, mentre la maggioranza lo difende affermando si trattasse della “X di X factor”.
Non certo un buon viatico per un Paese che si apprestava ad ospitare il G7 per individuare azioni per la risoluzione dei conflitti e il ristabilirsi delle condizioni di pace. In ogni caso la Premier è riuscita a polarizzare l’attenzione, al punto che, per la stampa estera, è stato soprattutto il G7 di Giorgia Meloni. La stampa estera, in gran parte, l’ha definita come l’unica leader con un consenso più che solido (la quasi concomitanza delle elezioni europee ha promosso a pieni voti il partito della Meloni), ma soprattutto capace di creare consenso sui punti dell’agenda rispetto ai quali nutriva maggiore interesse.
Fuori di dubbio la circostanza che ancora prima che iniziassero i lavori del summit la Premier appariva come la leader dal consenso politico più solido, avendo appena vinto le elezioni europee in Italia;  a lavori finiti è stata l’unica a poter rivendicare una vittoria politica:  rimuovendo  ogni riferimento all’aborto nel comunicato finale, come richiesto in maniera molto esplicita da lei e dai diplomatici italiani impegnati nei negoziati, ha portato avanti una linea di pensiero molto chiara, che si è solidificata nei documenti conclusivi del G7.
Addirittura in un editoriale non firmato, pubblicato durante il primo giorno della riunione dal Wall Street Journal, si titolava chiaramente ed esplicitamente «I nani del G7, e Giorgia Meloni», con chiaro riferimento, appunto alla posizione di forza – e di consensi – che il Capo del Governo italiano ha potuto mettere sul tavolo a differenza degli altri partecipanti (primo tra tutti il francese Macron travolto alle europee dall’ultradestra di Le Pen).  Politico, a sua volta ha usato un altro titolo molto significativo e chiaro: «Sei anatre zoppe e Giorgia Meloni», affidandosi ad un’espressione molto comune nella politica statunitense per definire un leader che non gode di buona salute politica.
In effetti, leggendo la cronaca del principale corrispondente diplomatico del Guardian, Patrick Wintour, appare in maniera piuttosto spietata quali siano le condizioni dei diversi capi di stato e di governo intervenuti al summit pugliese. Uno dei primi ad arrivare è stato Charles Michel, il presidente del Consiglio Europeo, in scadenza a breve (il primo dicembre) con incognite sulla sua attività futura. Poi Rishi Sunak, il primo ministro britannico, che probabilmente a brevissimo non sarà più primo ministro: il 4 luglio nel Regno Unito si terranno le elezioni parlamentari e i Conservatori, il partito di cui è segretario, sono dati una ventina di punti dietro ai Laburisti.  E ancora Olaf Scholz, il cancelliere tedesco, uscito malamente dalle elezioni europee assieme a tutta la sua maggioranza.
E cosa dire di Fumio Kishida, il primo ministro giapponese?  Secondo Wintour: «due giorni fa Kishida ha scoperto che il suo tasso di popolarità è sceso al 21 per cento, un record negativo. A settembre è possibile che il suo partito lo sostituisca con qualcun altro». Anche il primo ministro canadese Justin Trudeau al momento risulta molto sfavorito per le elezioni parlamentari che si terranno nel 2025, mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha appena indetto elezioni parlamentari anticipate dopo avere subito una sonora sconfitta ad opera del Rassemblement National, il principale partito dell’estrema destra francese, alle elezioni europee. E infine il presidente statunitense Joe Biden (che, pare, al momento del “nessun dorma” cantato da Bocelli si fosse momentaneamente assopito, chiudendo addirittura gli occhi): la sua candidatura è considerata molto sfavorita rispetto al candidato repubblicano Donald Trump per le elezioni presidenziali di novembre.
In questo contesto di debolezza degli altri leader, pare che gli sherpa di Francia e Canada, alla vigila del G7, avessero tessuto accordi per inserire nel comunicato finale una frase specifica, un impegno dei leader ad «affermare l’importanza di preservare e garantire un accesso effettivo a un’interruzione di gravidanza sicura e legale», espressione ancora più netta rispetto a quella concordata nel comunicato finale del G7 del 2023, tenuto in Giappone.
«Meloni è contro l’aborto e lo è sempre stata, quella era la sua linea rossa e all’inizio abbiamo insistito: ma quando la presidenza di turno ha detto no, è finita lì», ha dichiarato a Reuters un diplomatico europeo che ha preferito rimanere anonimo. Meloni è riuscita anche ad escludere qualsiasi riferimento all’identità di genere, un tema molto importante per la comunità LGBTQ+, soprattutto quella transgender, come a impedire espressioni nette sul potenziamento delle campagne sui vaccini: «Non è una no-vax, ma è parzialmente anti-vax», ha dichiarato a Reuters un altro diplomatico europeo che ha seguito i negoziati di questi giorni.
Questa capacità di fare risultato è stata molto commentata dalla stampa estera: Il quotidiano tedesco Zeit ha scritto che Meloni ha «messo in riga» gli altri partecipanti, mentre Euronews ritiene che per Meloni il G7 sia stato «una potente dimostrazione di influenza». Anche aver sdoganato la possibilità che gli asset russi in Europa (circa 50 miliardi) siano utilizzati per sostenere l’Ucraina è una sorta di promessa mantenuta dalla Premier.
Ovviamente non sono mancate critiche sui risultati del summit, in particolare all’operato della Meloni, alla sua infelice frase sui “diritti Lgbt, aborto e compagnia cantante», con cui ha dimostrato tutta la sua irritazione quando durante la conferenza stampa le è stato chiesto per la seconda volta un commento sul passaggio delle conclusioni del summit sui diritti, depotenziati rispetto al comunicato dell’ultimo G7, quello giapponese di Hiroshima, del maggio 2023. Resta il fatto, come scritto dal New York Times, che Giorgia Meloni abbia accolto i suoi ospiti al G7 pugliese «pensando che stiano cercando un rifugio» dove nascondersi. E dal buen retiro pugliese Meloni lancia un messaggio anche a Ursula Von Der Leyen affermando: «sono orgogliosa di come la nostra nazione sia riuscita, ancora una volta, a stupire e a tracciare la rotta», chiedendo che alle imminenti trattative per rinnovare le principali cariche istituzionali dell’Unione Europea «all’Italia venga riconosciuto il ruolo che le spetta, in termini di competenze dei commissari». E allora il video in cui Giorgia Meloni  “balla la pizzica” durante una delle cene offerte ai Grandi della Terra, durante l’ultimo vertice G7 in Puglia, a Borgo Egnazia, è forse l’immagine più efficace per rappresentare il successo dell’incontro tra i Grandi della Terra.

Giuseppe Formichella