POLITICA

CON IL TAGLIO DELLO 0,25% LAGARDE 
FAVORISCE MUTUI E TITOLI DI STATO

By 25/06/2024No Comments

La presidente della BCE ha ammonito: “Cautela nei tagli, non si pensi diventino una consuetudine” – Un beneficio per l’Italia di 3 miliardi – Così si tenta il rilancio dell’economia europea

Era dal 2019 che i tassi nell’Eurozona non subivano un taglio, ma con una decisione del 6 giugno 2024 entrata in vigore il 12 giugno, la Banca Centrale Europea (BCE) ha diminuito dello 0,25% il tasso di interesse di riferimento, portandolo dal 4,50 al 4,25%. Come ha provveduto a spiegare il Consiglio Direttivo della BCE, tale provvedimento è conseguenza <di una valutazione aggiornata delle prospettive di inflazione, della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria>. Come chiaramente spiegato dalla stessa Christine Lagarde in conferenza stampa, tutte le future decisioni sui tassi saranno prese di volta in volta “sulla valutazione delle prospettive di inflazione, considerati i nuovi dati economici e finanziari, della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”. Questo proprio perché “le pressioni restano forti, dal momento che la crescita dei salari resta elevata e l’inflazione resterà verosimilmente a livelli più alti del target del 2% per gran parte del 2025”.
Lagarde ha voluto precisare che la BCE ha tagliato il tasso d’interesse, perché l’inflazione è calata di 2,5% da settembre 2023, ma ha ribadito con forza che “non c’è alcun impegno a seguire un percorso predeterminato di tagli di tassi”. Quali conseguenze comporta nell’immediato questa decisione? Innanzitutto, saranno i mutui a trarne beneficio; infatti, saranno proprio le rate dei mutui a tasso variabile ad essere avvantaggiate da tale riduzione; così come il costo dei nuovi mutui da sottoscrivere sia a tasso fisso che variabile, permettendo una ripresa del mercato immobiliare che, anche a causa dei rialzi dei tassi precedenti, ha subìto una battuta d’arresto.
In secondo luogo, ad avvantaggiarsi saranno anche i titoli di Stato e la gestione del debito pubblico, la crescita dell’economia e il controllo dell’inflazione. Saranno principalmente due le conseguenze più importanti che riguarderanno i titoli di Stato: la crescita dei titoli già in circolazione e la relativa diminuzione degli interessi da pagare. La stessa Italia, il cui debito si aggira intorno al 140% del Pil, secondo le stime dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio, avrà un risparmio di 3 miliardi. Condizioni poi più vantaggiose dei prestiti alle imprese comporteranno un nuovo fermento all’economia, ai consumi e, di conseguenza, un miglioramento dell’occupazione. Ma è necessario evidenziare che solo se si dovesse proseguire tale percorso e fossero attuati dalla BCE altri tagli da 0,25% per tutto l’ultimo semestre del 2024, ci sarebbe un vero e proprio aiuto alle imprese e al loro sviluppo.
Al momento il mercato e, di conseguenza, gli investitori hanno accolto con molta cautela le parole pronunciate da Christine Lagarde in merito alla politica della BCE sui tagli, proprio perché Lagarde non si è sbilanciata sulla possibilità di altri tagli sul costo del denaro, possibilità che allo stato attuale non è più così ovvia come il mercato pensava all’inizio. Per il futuro sarà essenziale l’attenzione che la BCE dovrà porre nel mantenere stabile i prezzi e nel controllare l’inflazione dell’Eurozona.

Antonella Formisano