POLITICA

CORGNATI: “IL POLITECNICO ATTUERA’ L’INNOVAZIONE ANIMA DELLE POLITICHE DI SVILUPPO DEL PIEMONTE”

By 20/03/2024No Comments

La sfida del nuovo Rettore dell’Ateneo scientifico: “Ruolo autorevole per le transizioni ecologica e digitale” – “Non si può progettare il futuro senza solide basi umanistiche” – “Dialogo aperto con il governo con i criteri del nostro pensiero” – “Settori aerospaziale e biomedicale eccellenze del territorio” – Un patrimonio di 39.700 mila studenti – “Hemingway l’ispiratore del mio mondo”

Professor Corgnati, per i prossimi sei anni Lei guiderà le sorti del Politecnico di Torino, una delle maggiori istituzioni universitarie europee. Con quale animo e soprattutto con quali programmi si appresta a questa nuova grandiosa avventura formativo-culturale?
“Inizio questo mandato con grande entusiasmo e responsabilità, soprattutto per l’ampio consenso della comunità politecnica raccolto durante le elezioni rettorali. Lavoreremo per 6 anni per costruire il Politecnico del 2030, capace di guidare le transizioni ecologica e digitale verso una società più equa e sostenibile, pronto a competere anche a livello europeo e internazionale con le migliori università tecnologiche europee”.
Lei ha detto che intende dare al Politecnico un nuovo piano di comunicazione strategica aperta al dialogo con tutte le istituzioni. Che cosa intende per strategia della comunicazione? E, soprattutto, la risposta delle istituzioni, Regione Piemonte e Comune di Torino, potranno condividere le sue idee?
“Il Politecnico di Torino è un’istituzione pubblica a servizio delle altre istituzioni pubbliche e private del nostro sistema nazionale e locale, che vuole mettere a disposizione i propri saperi e competenze per interpretare e rispondere alle sfide del nostro tempo. Per la Città di Torino e per la Regione Piemonte, e per tutti gli enti locali, il nostro Ateneo deve essere propulsore di innovazione tecnologica, a sostegno delle loro politiche di sviluppo e di crescita del nostro territorio. Questo ruolo va anche comunicato con un’identità chiara e riconoscibile come ateneo autorevole per le sue eccellenze tecnico e scientifiche e come guida per le transizioni ecologica e digitale”.
L’Italia è stata da sempre ispiratrice della cultura classica. Oggi l’evoluzione tecnologica, soprattutto tra i giovani, sembra però avere il sopravvento. La tecnologia, così come oggi la si intende, può fare a meno della cultura classica?
“Non possiamo più immaginare e progettare il nostro futuro senza solide basi umanistiche. È necessario creare e costruire approcci, anche formativi e di ricerca, interdisciplinari che siano in grado di analizzare gli impatti dei sistemi tecnologici anche in termini sociali e culturali. Dal 2019, il Politecnico di Torino esplora questo rapporto tra tecnologia e società anche nel suo festival Biennale Tecnologia, aprendosi al dialogo con la comunità, in primis cittadina”.
Politecnico e dimensione e culturale-amministrativa legata allo Stato. Fautore di una buona coscienza civica, lei è stato anche sindaco di Livorno Ferraris, buona politica, passione per l’insegnamento, cardini della sua vita pubblica. Sarà possibile dialogare con questo Governo con gli stessi criteri che ispirano il suo pensiero?
“Il Politecnico di Torino è a servizio del sistema Paese per fornire un supporto, basate su evidenze scientifiche ai policy maker per le loro decisioni e per orientare le loro politiche. Nel mio mandato, imposteremo la nostra azione per essere strutturalmente presenti nel dialogo con il governo, i suoi ministeri nonché le istituzioni europee”
Il Politecnico di Torino come quello di Milano vantano grandi numeri tra gli studenti. Lei dice che punterà sulla qualità, sull’eccellenza. Ma i grandi numeri non sono nemici dell’eccellenza?
“Il nostro Ateneo conta circa 39.700 studenti e come dico spesso, i professori e le professoresse esistono perché ci sono gli studenti e le studentesse. È necessario trovare un giusto equilibrio tra la numerosità, esigenze del sistema paese e una formazione di eccellenza per le nuove generazioni che da sempre contraddistingue la tradizione del Politecnico. Una delle priorità del mio mandato è quello di modernizzare le infrastrutture della didattica con la nuova Manica della Didattica, per offrire opportunità esperienziali volte all’”imparare facendo”.
Prof. Corgnati, nel suo nuovo programma il Politecnico di Torino potenzierà le nuove frontiere della ricerca spaziale con il partenariato di “Space it Up”?
“Oggi il settore aerospaziale è un settore chiave per il nostro territorio, insieme a quello biomedicale. Torino e il Piemonte esprimono un ecosistema forte, ben integrato con gli enti locali, il sistema industriale e il mondo della ricerca e dell’innovazione dove il nostro Ateneo sta investendo molto in termini di capacità e competenze anche grazie ad un approccio sempre più interdisciplinare, di cui i nostri Centri Interdipartimentali sono testimonianza. Per il nostro territorio, l’aerospazio è sicuramente un’opportunità da cogliere per generare un’economia ad alta densità tecnologica”.
Dialogo aperto con le istituzioni piemontesi anche per il processo di internazionalizzazione che le è tanto caro?
“Il nostro Ateneo introdurrà misure orientate alla crescita delle nuove generazioni a cui sarà affidata la cura della comunità politecnica negli anni futuri. Questo avverrà attraverso regole chiare che valorizzino, nelle progressioni di carriera, il contributo dato a ognuna delle missioni dell’Ateneo, compresi gli incarichi di servizio all’Ateneo. Sarà istituita una Academy per formare le competenze delle nuove generazioni relative alla gestione e amministrazione di un ente universitario, anche attraverso l’affiancamento esperienziale ai ruoli di governo”.

Largo ai giovani. Il Politecnico ha bisogno di figure apicali da affiancare ai vicerettori? Si apre quindi ad una nuova visione di governo istituzionale valorizzando anche le ricercatrici?
“La riconoscibilità internazionale del Politecnico passa tramite un rafforzamento delle reti e delle relazioni internazionali già acquisite e un allargamento a nuovi rapporti e scambi internazionali sia per le attività didattiche sia per quelle di ricerca. Un Politecnico di Torino internazionale è un ateneo attrattivo anche per il nostro territorio, posizionato tra le migliori università tecniche europee e capace di attrarre studenti, studentesse, ricercatori e ricercatrici nel nostro Campus cittadino”.
Oggi l’impresa industriale corre nello Spazio. Lei pensa che il Politecnico di Torino, da ente pubblico, possa sorprenderci anche in questo?
“La parola chiave è interdisciplinarietà: costruire un’offerta di saperi e competenze sul tema spazio che sia in grado di esprimere la molteplicità delle discipline politecniche. Senza però dimenticare gli aspetti umanistici e sociali che vanno sempre più considerati per affrontare le sfide del futuro: questo anche attraverso la continua relazione con gli altri atenei piemontesi che completano i nostri saperi e con i quali è opportuno creare un vero e riconoscibile ecosistema della conoscenza”.
Ingegner Corgnati, professore Ordinario di Fisica Tecnica Ambientale del Dipartimento Energia “Galileo Ferraris”. Nei momenti di relax, se ci sono, si dedica di più alla lettura dei classici o dei libri scientifici ed è lecito fare ancora una simile distinzione accademica?
“Tra i miei autori preferiti, ho sempre apprezzato la scrittura e lo stile di Ernest Hemingway, di cui ho letto tutti i suoi romanzi. Mi ritrovo nel suo stile diretto e realista perché è stato capace di esprimere la profondità delle emozioni con una scrittura razionale. E se provo a mutuare questo stile alla mia visione da professore e Rettore, penso che la razionalità della tecnologia trovi una sua piena espressione a servizio del bene sociale”.
Gianni Maria Stornello