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DALLA SUPERLEGA ALLA LEGA ARABA IL TORNADO CHE HA TRAVOLTO IL CALCIO

By 23/01/2024Gennaio 30th, 2024No Comments

La Corte di Giustizia Europea ha giudicato illegali le regole di Fifa e Uefa e gli enti che gestiscono il calcio a livello globale ed europeo – Le barriere della decenza e dell’etica sono ormai crollate – Il nuovo mondo del pallone parla arabo – Il declino milionario di ex campioni

Siamo forse atterrati in un altro pianeta? Senza poesia, senza passione, un mondo in cui comandano esclusivamente le cifre iperboliche degli ingaggi e il peso degli sponsor, con le rose di quaranta o più giocatori ricche di mercenari che devono guardarsi allo specchio per capire quale gloriosa maglia indossano. Oggi una, domani l’altra, fa lo stesso. Attaccamento alla maglia? Ma non facciamo ridere… E’ questo il regno del calcio-business, una disciplina molto diversa dal gioco del calcio che abbiamo tanto amato e che ora è stata soppiantata dal profumo esasperato dei soldi e dall’iperprofessionismo.
Si alza sempre più l’asticella. E in quest’ottica, un contributo sostanziale è arrivato – senza che se ne avvertisse la necessità – da un tribunale continentale, la Corte di Giustizia Europea. Che ha giudicato illegali le regole di Fifa e Uefa, gli enti che gestiscono il calcio a livello globale ed europeo, organizzando campionati e coppe per club e nazionali.
Ebbene, come si legge nella sentenza, “sono illegali le norme di Fifa e Uefa che impongono la loro approvazione allo sviluppo di nuove competizioni tra club, come per esempio la Superlega, proibendo a squadre e giocatori di parteciparvi. Vietato imporre sanzioni a chi disputa tornei alternativi”. La sentenza è rivoluzionaria, come fu nel 1995 quella su Bosman che sdoganò la circolazione dei giocatori stranieri.
Oggi il tema del conflitto si chiama dunque Superlega. Un’idea – figlia del business, ovviamente – nata nell’aprile del 2021 a mezzanotte: dodici club europei (tra cui Juve, Milan e Inter) annunciarono l’accordo per costituire una nuova competizione infrasettimanale. Un vero tsunami che scatenò reazioni furibonde, sia per il calendario degli impegni già intasato, sia per il regolamento annunciato che prevedeva “inviti” mirati per le squadre partecipanti. Arrivarono in poche ore gli anatemi di Fifa e Uefa, con minacce di esclusioni dai tornei “regolari” e squalifiche, oltre a richieste di risarcimenti milionari. Il progetto – che aveva visto schierarsi in prima linea il presidente juventino Andrea Agnelli, poi dimissionario – naufragò rapidamente (almeno così parve) e alla fine rimasero a sponsorizzare la Superlega soltanto Real Madrid e Barcellona. Ma adesso la sentenza della Corte di Giustizia rimette tutto in gioco.
La Superlega sta risorgendo dalle proprie ceneri, come un’insidiosa araba fenice. Serviranno parecchi anni per organizzare l’evento, però la prospettiva di moltiplicare (e autogestire) gli incassi attizza nuovamente le libidini dei club. E così il progetto può davvero decollare. Pazienza se si dovrà giocare ogni due giorni e se la sfida continua e ripetuta sempre con le stesse selezionate rivali finirà per stancare i tifosi.
Ciò che conta è fatturare di più, tanto di più, governando anche i diritti tv.Chi si stupisse di questo andazzo del calcio-business, non dimentichi che le barriere dell’etica e della decenza sono ormai crollate. Ci ha pensato la Lega araba (Saudi League), fino a pochi mesi fa sconosciuta e improvvisamente diventata terra promessa dei calciatori, la nuova mecca. Campioni (molti in declino) e ambiziose mezze tacche sono state reclutate in cambio di ingaggi ultra-milionari, cifre in passato mai viste che hanno conquistato, dopo il pioniere Ronaldo, nomi importanti come Neymar, Milinkovic-Savic, Brozovic, Luiz Felipe e molti altri ex protagonisti in Inghilterra, Francia, Spagna e Italia. Dove il calcio tenta di sopravvivere ai suoi fantasmi.
Fatichiamo a immaginarci a tifare in tribuna con addosso le magliette di Al-Nassr, Al-Ittihad, Al Fayha o Al-Ettifaq (ma da dove sbucano?).
Eppure questo è il nuovo mondo del pallone. Dove le polemiche non calano nonostante le tecnologie, il business cresce ed impera esaltando le tentazioni. Buon divertimento.
Piero Bianco