POLITICA

GANG GIOVANILI DI STRADA E “DEVIANZE ” FENOMENO CRESCENTE NELLE METROPOLI

By 24/05/2024No Comments

L’ultimo focus del maggio 2024 riguarda la fascia di età tra 14 e 17 anni – Sei le città tra le 14 città metropolitane (Bari, Bologna, Messina, Palermo, Reggio Calabria e Torino) in cui i crimini sono più variegati – Occorre maggior attenzione agli obiettivi sociali, il monito delle Forze di Polizia

Il Servizio Analisi Criminale, incardinato all’interno della Direzione Centrale della Polizia Criminale, rappresenta un polo per il coordinamento informativo anticrimine e per l’analisi strategica interforze sui fenomeni criminali e costituisce un utile supporto per l’Autorità Nazionale di Pubblica Sicurezza e per le Forze di Polizia.
La struttura è a composizione interforze: vi opera, infatti, personale dei vari ruoli e qualifiche della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Penitenziaria. Ciò lo rende uno strumento capace di sintetizzare e realizzare la cooperazione tra le diverse Forze di Polizia a livello nazionale.
Per queste finalità, il Servizio Analisi Criminale elabora studi e ricerche sulle tecniche di analisi, sviluppa progetti integrati interforze, utilizza gli archivi elettronici di polizia e li pone in correlazione con altre banche dati.
Promuove, altresì, specifiche iniziative di approfondimento a carattere interforze, cura l’analisi dei dati statistici di polizia criminale, si pone in correlazione con enti di ricerca nazionali, europei ed internazionali.
Monitora, inoltre, i tentativi di infiltrazione mafiosa nelle procedure di appalto di lavori attinenti la realizzazione di opere strategiche ed il recupero di aree colpite da calamità naturali.
Con riferimento al delicato e complesso tema della devianza minorile, il Servizio Analisi Criminale ha realizzato specifici documenti come, ad esempio, gli elaborati “La devianza minorile”, pubblicato nell’ottobre 2020, “La criminalità minorile in Italia 2010 – 2022” pubblicato nel novembre 2023 ed il più recente “Criminalità minorile e gang giovanili” – maggio 2024. Quest’ultimo focus esamina le segnalazioni di minori della fascia d’età 14-17 anni, denunciati e/o arrestati sul territorio nazionale e nelle 14 città metropolitane, estrapolate dalla Banca Dati delle Forze di Polizia, con riferimento al periodo 2010-2023. Nel dettaglio, sono state esaminate le segnalazioni totali di minori italiani e stranieri e quelle relative a specifiche categorie di reato che si manifestano più frequentemente in ambito urbano o che caratterizzano in maggior misura le bande giovanili di strada. Si sono riportati, inoltre, gli esiti dell’analisi di articolati questionari, compilati dalle Questure e dai Comandi Provinciali dell’Arma dei Carabinieri, sulle gang giovanili eventualmente presenti nel rispettivo territorio di competenza con riferimento al biennio 2022-2023.
L’andamento della criminalità minorile dipende da molteplici fattori e l’attribuzione delle cause ad un singolo elemento non può certamente essere efficace: l’analisi del dato numerico può aggiungere un tassello importante per la comprensione delle cause sottese ai fenomeni di criminalità minorile e bande giovanili di strada, essenziale per poter elaborare eventuali soluzioni.
Dall’analisi dei dati statistici riferiti al territorio nazionale non sono emerse significative variazioni rispetto al 2022. Il valore delle segnalazioni del 2023 (31.173) è inferiore a quello del 2022 del -4,15%. I dati analizzati per il periodo 2010-2022 evidenziavano un incremento delle segnalazioni di minori per i reati caratterizzati da violenza come le lesioni dolose, la rissa e la rapina. Tra il 2022 ed il 2023, a fronte di un decremento delle segnalazioni relative alla rissa (-16,41%) ed alle percosse (-16,52%), le segnalazioni di minori per rapina (7,69%), lesioni dolose (1,96%) e violenza sessuale (8,25%) subiscono un contenuto incremento.
Nei valori annuali il dato riferibile alle segnalazioni di minori italiani è sempre superiore a quello riferibile ai minori stranieri sino al 2021, sebbene la differenza si assottigli progressivamente; nel 2022 e nel 2023, invece, le segnalazioni di minori stranieri rappresentano, rispettivamente, il 52,37% ed il 51,40% del totale. Rispetto alle segnalazioni di minori denunciati e/o arrestati per violenza sessuale le segnalazioni di minori stranieri raggiungono il 56,19% del totale.
Con riferimento alla criminalità minorile nelle città metropolitane il panorama appare molto variegato e rende difficile rintracciare tendenze in comune. Per 6 città metropolitane su 14 (Bari, Bologna, Messina, Palermo, Reggio Calabria e Torino) l’analisi ha evidenziato che il numero di segnalazioni totali di minori denunciati e/o arrestati è rimasto sostanzialmente invariato dal biennio 2018-2019 ad oggi. Tra il 2022 ed il 2023: Reggio Calabria registra un aumento del 21,62%, Firenze del 16,34%; Venezia registra un
decremento del -18,45%, Torino del -16,79% e Napoli del -15,33%. Nelle altre città i dati delle segnalazioni sono sostanzialmente stabili.

Rispetto all’incidenza dei minori stranieri sul totale delle segnalazioni, l’aumento che si è registrato a livello nazionale per il biennio 2022-2023 si accentua nelle città di Bologna, Firenze, Genova, Milano e Torino.
Tra il 2022 ed il 2023, le segnalazioni di minori denunciati e/o arrestati per furto evidenziano incrementi significativi per le città di Bologna, Cagliari, Firenze, Reggio Calabria, a fronte dei decrementi significativi che si registrano nelle città di Genova, Messina, Napoli, Torino, Venezia.
Tra il 2022 ed il 2023, le segnalazioni di minori denunciati e/o arrestati per rapina evidenziano incrementi significativi per le città di Bari, Bologna, Firenze, Genova, Napoli e Reggio Calabria a fronte del decremento significativo che si registra nella città di Palermo.
Con riferimento alle segnalazioni di minori denunciati e/o arrestati per lesioni dolose, a fronte di un lievissimo incremento a livello nazionale si registrano incrementi significativi per le città di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova e Milano. Le segnalazioni di minori denunciati e/o arrestati per i reati di minaccia, rissa e percosse nelle città metropolitane mostrano, generalmente, un trend in decrescita.
Tra il 2022 ed il 2023, le segnalazioni di minori denunciati e/o arrestati per violenza sessuale seguono, in prevalenza, il trend in crescita registrato a livello nazionale. Con riferimento alle gang giovanili, nel biennio 2022-2023, 73 province italiane hanno registrato sporadiche attività violente o devianti poste in essere da gang giovanili, presenti nella maggior parte delle regioni italiane, con una leggera prevalenza nel Centro Nord rispetto al Sud, confermando gli esiti del primo studio redatto nell’ambito della collaborazione con Transcrime. Si tratta di un fenomeno presente prevalentemente nelle grandi aree urbane e avvertito soprattutto nelle fasce più giovani della popolazione.
In rarissimi casi si sono registrati gruppi dotati di una gerarchia definita; non sono state censite gang che risultino essersi ispirate ad organizzazioni criminali italiane o estere. Le loro caratteristiche confermano le analisi condotte in precedenza: sono composte in netta prevalenza da un numero inferiore alle 10 unità, del genere maschile, appartenenti alla fascia d’età 15-24 anni. Con riferimento alla nazionalità, i gruppi sono caratterizzati da una nazionalità prevalente italiana o straniera (di prima o seconda generazione). Nella maggioranza dei casi, le gang giovanili attive nei territori nel periodo in esame hanno compiuto atti di bullismo, risse, percosse e lesioni, atti vandalici e disturbo della quiete pubblica. In talune circostanze i gruppi si sono resi responsabili di furti nella pubblica via o in esercizi commerciali e di spaccio di sostanze stupefacenti. L’attività di gran lunga predominante, ad ogni modo, è rappresentata dalle vessazioni nei confronti di coetanei. Le gang giovanili si radunano, di norma, nei fine settimana e nelle piazze, nelle stazioni ferroviarie o nei centri commerciali.
I dati raccolti confermano la rilevanza del problema ma sottolineano anche la sua estrema volatilità e la sua rapida evoluzione.
Il D.L. 15 settembre 2023 n. 123 (il cd decreto “Caivano”) convertito nella Legge 13 novembre 2023, n. 159 entrato in vigore il 15 novembre 2023 rappresenta il più recente provvedimento normativo in Italia in tema di devianza giovanile.
Il fenomeno della criminalità minorile e delle gang giovanili appare sostanzialmente stabile o in lieve diminuzione e si manifesta in maniera diversificata sul territorio nazionale. Rimane comunque da attenzionare anche attraverso una costante attività di sensibilizzazione. Le Forze di polizia abbracciano un approccio di prevenzione e non solo di repressione attraverso le azioni e le iniziative di vicinanza, dialogo e di comunicazione rivolte ai giovani. Talvolta, singole condotte appaiono particolarmente violente ed evidenziano distacco dalla realtà e mancanza di empatia. Il gruppo favorisce dinamiche di deresponsabilizzazione e anonimizzazione che vengono garantite in particolar modo dalla rete. I social network ed il web in generale esercitano un ruolo rilevante rispetto alla costituzione dell’identità di gruppo, alla spettacolarizzazione degli episodi violenti e all’amplificazione di messaggi che spesso denotano aggressività, rabbia e desiderio di rivalsa. In questo senso, anche alcuni generi musicali (trap, rap) talvolta diventano veicolo di comunicazione di simili messaggi. Manifestazioni di aggressività sono state riscontrate in ambito scolastico (nei confronti di docenti e di personale amministrativo). Tra i rischi si annovera da ultimo la possibile strumentalizzazione del disagio giovanile nell’ambito della conflittualità di piazza legata alle attuali dinamiche internazionali.
La diffusione del fenomeno impone la necessità di proporre alternative culturali/sociali ai ragazzi come centri di aggregazione o centri sportivi, favorire o prevedere l’ascolto e la loro partecipazione nei processi decisionali che li riguardino direttamente, tenere alta l’attenzione della comunità affinché tutti gli attori, istituzionali e non, possano contribuire alla crescita umana, psicologica e sociale dei minori.
Stefano Delfini
Dirigente superiore della Polizia di Stato
Direttore del Servizio analisi criminale