CULTURATECNOLOGIA

I SOCIAL NETWORK MODELLI NEGATIVI ACCRESCONO LA VIOLENZA GIOVANILE

By 24/11/2023Novembre 27th, 2023No Comments

L’Analisi della Direzione centrale della polizia criminale e le riflessioni per evitare che i fenomeni delinquenziali dei giovani subiscano una escalation – Le risse tra bande dei quartieri più esposti della malavita oltre il 50%

Il Servizio Analisi Criminale, ufficio interforze della Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno ha elaborato il report “Criminalità minorile in Italia 2010-2022”. Il documento analizza, con riferimento al periodo 2010-2022, le segnalazioni di minori, denunciati e/o arrestati sul territorio nazionale, estrapolate dalla Banca Dati delle Forze di Polizia.
Tra il 2010 e il 2022 si rileva un aumento del 15,34% delle segnalazioni di minori (28.196 nel 2010, 32.522 nel 2022). Il valore del 2022 è molto simile a quello del picco positivo rilevato nel 2015. Le segnalazioni di minori di 16 e 17 anni rappresentano, in media, oltre il 60% nell’intero periodo.
Nei valori annuali il dato riferibile alle segnalazioni di minori italiani è sino al 2021 sempre superiore a quello riferibile ai minori stranieri, sebbene la differenza si assottigli progressivamente; nel 2022, invece, le segnalazioni di minori stranieri raggiungono il 52,37% del totale (17.032 su 32.522).
I dati analizzati evidenziano, nel complesso, un incremento delle segnalazioni di minori per reati caratterizzati dall’uso della violenza (in particolare lesioni, rissa, rapine).
Nel dettaglio, tra il 2010 ed il 2022 si rileva che rispetto al totale delle segnalazioni: 1) le segnalazioni per furto, rapina, ricettazione ed estorsione registrano un’incidenza media del 39,47% (il furto e la rapina sono i più frequenti); 2) le segnalazioni per lesioni dolose, percosse, minaccia e rissa registrano un’incidenza media del 16,02% (le lesioni dolose e la minaccia sono i più frequenti); 3) le segnalazioni per i reati di danneggiamento, incendio e danneggiamento seguito da incendio nonché di resistenza e violenza o minaccia a pubblico ufficiale registrano un’incidenza media dell’11,63% (il danneggiamento è il reato più frequente); 4) le segnalazioni per i reati concernenti le sostanze stupefacenti registrano un’incidenza media del 9,76%.
Gli stessi trend sono stati confermati dai dati relativi alla popolazione carceraria ristretta negli istituti penali minorili nel medesimo arco temporale. Più nel dettaglio, nel periodo considerato; le segnalazioni di minori per furto registrano un decremento dell’11,99% dal 2010 al 2022 mentre quelle per rapina quasi raddoppiano (1.594 nel 2010 e 3.175 nel 2022); a) dal 2010 al 2022 le segnalazioni per lesioni dolose aumentano del 58,48%, quelle per minaccia del 33,65%, quelle per rissa del 57,40%, mentre quelle per percosse del 35,15% tra il 2021 ed il 2022.
Le segnalazioni per rissa, in controtendenza rispetto all’andamento generale delle segnalazioni, registrano un incremento costante nel quadriennio 2019-2022 (437 segnalazioni nel 2019, 957 nel 2022);
b) nel periodo esaminato le segnalazioni per danneggiamento, incendio e danneggiamento seguito da incendio registrano un incremento del 4,35%; c) le segnalazioni per violenza sessuale aumentano del 6,59% nel 2022 rispetto al 2010; nel 2020 si rileva un incremento del 6,61% rispetto all’anno precedente, con 15 segnalazioni in più rispetto al 2019; d) le segnalazioni per omicidio volontario, consumato e tentato, aumentano del 18,95% (95 segnalazioni nel 2010 e 113 nel 2022); e) il numero di segnalazioni per delitti informatici aumenta notevolmente (53 nel 2010, 286 nel 2022). l’incremento più consistente si registra a partire dal 2018 (111 segnalazioni).
Grazie alla collaborazione con il Dipartimento di giustizia minorile e di comunità del Ministero della Giustizia il documento riporta anche i contenuti di alcune interviste a ragazzi ristretti presso l’istituto penale per minorenni di Nisida (NA) ed il contributo del Direttore, del Comandante della Polizia Penitenziaria e della comunità educativa del predetto istituto. L’analisi interforze, inoltre, dal punto di vista qualitativo evidenzia la rilevanza di condotte criminose di gruppo, spesso spettacolarizzate grazie all’uso dei social network, impiegati anche per promuovere modelli “negativi” tra i giovani. I minori, peraltro, difficilmente temono conseguenze immediate da un atto illecito commesso mediante l’uso di strumenti digitali, poiché il web dà la percezione di garantire un certo grado di anonimato e di non essere soggetto alle stesse regole che disciplinano il mondo reale. I social media e altre piattaforme online possono essere utilizzati per reclutare o radicalizzare giovani in attività criminali o estremiste. Si rileva spesso la mancata consapevolezza della gravità dei comportamenti tenuti e una assenza di empatia con le vittime dei reati.
Il report richiama la necessità di educare i ragazzi alla legalità attraverso un approccio mirato da parte delle Forze di polizia e delle Istituzioni ed il necessario coinvolgimento di tutti gli attori, in primis famiglia e scuola. Anche le comunità locali possono ridurre la vulnerabilità ed il disagio dei giovani, cercando di porre le esigenze dei ragazzi, le loro aspettative e le loro scelte al centro di progettualità specifiche.
Le Forze di polizia sono quotidianamente impegnate in questa importante missione. Appare necessario invertire l’algoritmo, facendo sì che siano proposti ai minori percorsi virtuosi, in sostituzione di modelli negativi e dannosi. E’ importante intervenire sul paradigma delle vite dei minori, investire nell’educazione agli affetti e alle relazioni ponendo al centro valori fondamentali come la legalità e l’imprescindibile rispetto reciproco.

Stefano Delfini
Dirigente superiore della Polizia di Stato
Direttore del Servizio analisi criminale