POLITICA

L 65 PER CENTO DEI GIOVANI ITALIANI SENTE IL DESIDERIO DI APPARTENERE ALL’UNIONE EUROPEA

By 24/05/2024No Comments

Dal 6 al 9 Giugno, 450 milioni di cittadini europei si recheranno alle urne per eleggere i nuovi parlamentari dell’UE – Nel lontano 9 maggio del 1950, Robert Schuman auspicò la nascita della Comunità Europea – Un anno dopo vi aderirono Germania Ovest, Francia, Italia, Olanda, Belgio e Lussemburgo – Oggi sono 27 i Paesi aderenti

Adal 6 al 9 giugno quasi 450 milioni di cittadini europei saranno chiamati alle urne per eleggere i loro rappresentanti che costituiranno il nuovo Parlamento dell’Unione Europea. Era il lontano 9 maggio del 1950 quando il ministro degli esteri francese, Robert Schuman, auspicò la nascita di una Comunità europea, e quasi un anno dopo ciò divenne possibile grazie all’intesa di sei Paesi (Germania occidentale, Francia, Italia, Olanda, Belgio e Lussemburgo) con la nascita della CECA (Comunità europea del carbone e dell’acciaio), che entrò in vigore nel 1952. In questo modo sono state create le basi di quella che sarebbe diventata in seguito l’Unione Europea; ed è proprio il 9 maggio la data ufficiale in cui si festeggia la Giornata dell’Europa.
Da quel lontano 1950, l’Europa ha visto allargare i suoi membri, si è munita di una bandiera comune, di un inno che la identifica, di una moneta unica e di uno slogan significativo “Unita nella diversità”. Ma tutto ciò ha creato una coscienza europea, un senso di appartenenza comune nei suoi cittadini? Sono gli interrogativi che scuotono queste prossime elezioni.
Da un recente sondaggio condotto da “Eurobarometro” è emersa una crescita rilevante di interesse da parte dei cittadini europei per le elezioni di giugno 2024. Ben il 57% degli Europei si scopre coinvolto dal prossimo voto con un aumento del 6% rispetto alle elezioni del 2019; ed il 68% degli elettori andrebbe già a votare se fosse possibile.
Il sondaggio, però, ha evidenziato comunque notevoli differenze tra i vari Stati membri: il 68% degli elettori dei Paesi Bassi si mostra molto interessato alle prossime votazioni, a differenza di quelli della Repubblica Ceca con solo il 28% d’interesse. Complessivamente il 61% degli Europei considera positivamente l’appartenenza all’Unione europea, pur esistendo divergenze anche su tale aspetto.
In Austria, ad esempio, solo il 55% degli elettori è persuaso dei benefici dati dal far parte dell’Unione europea, mentre i cittadini della Lituania, di Malta e del Lussemburgo sono i più soddisfatti. In Italia il 43% delle persone pensa che l’appartenenza all’Ue sia un fattore positivo. Tale interesse per l’Europa da parte degli elettori ha portato ad un cambiamento di umore nei partiti di destra radicale che, fino a qualche tempo fa, si dichiaravano fortemente antieuropeisti, auspicando l’uscita dall’Unione e dalla moneta unica.
I cittadini europei hanno capito l’importanza dell’Unione europea e di quanto la sua esistenza sia stata fondamentale per la lotta contro il Covid e per le mire espansionistiche di Putin; e hanno, inoltre, compreso come il continuare a rimanere uniti significhi affrontare in modo più preparato ed incisivo le sfide del prossimo futuro. Di conseguenza, le forze della destra estrema, dall’Ungheria all’Italia, non minacciano più l’esistenza stessa dell’Unione e non mettono più in discussione il farne parte. Ciò si riflette anche nel panorama politico italiano, con Fratelli d’Italia che ha cambiato la sua narrativa nei confronti dell’Europa e con Forza Italia che sale nei sondaggi anche per non aver mai messo in dubbio l’esistenza e l’appartenenza all’Unione europea, diversamente dalla Lega che, sempre secondo i sondaggi, perde consensi.
Sono i giovani che, però, credono maggiormente nel sogno europeo ed auspicano un’Europa capace di generare benessere sociale ed opportunità per tutti. Il 58% dei giovani intervistati ritiene che l’Europa non sia ben rappresentata da questo Parlamento e boccia lo stato attuale dell’Europa, ma non mette in dubbio comunque la sua esistenza, sperando in un’evoluzione dell’Unione con la creazione degli Stati Uniti d’Europa.
I giovani con un titolo di studio elevato colgono le opportunità che l’Europa unita ha saputo creare e, anzi, si augurano un maggiore senso di appartenenza. In Italia, i giovani percepiscono l’Europa come un insieme di realtà che ancora non ha trovato un senso comune di appartenenza e vicinanza tra gli Stati membri. La maggioranza dei ragazzi vede nell’Unione europea grandi potenzialità e premiano la libertà che l’Europa ha creato di spostarsi nel proprio territorio, nonché l’integrazione di culture diverse con la promozione di iniziative quali l’Erasmus. Pur concordando che si devono mantenere le differenze proprie di ogni Stato membro, comprese quelle linguistiche, i giovani europei credono che l’Europa debba dotarsi di una forza militare comune e debba avere una visione comune ed omogenea in politica internazionale. Oltre il 60% dei ragazzi chiedono all’Unione europea di divenire un luogo di grandi potenzialità dal punto di vista del lavoro e del welfare.
Anche i giovani italiani condividono questi sentimenti, così come è emerso da una ricerca condotta da “Scomodo” con il sostegno della Fondazione tedesca Friedrich Ebert, su un campione di 10 mila under 35 e sull’analisi di 168 mila post su X. Il 65% dei giovani italiani si sente europeista o fortemente europeista ed il 53% vedrebbe come una catastrofe l’uscita dell’Italia dall’Ue. Tra i valori che rappresentano l’Unione europea, il 74% dei ragazzi italiani sceglie la libertà di movimento e percepisce l’Ue non solo come un’unione economica, ma come “un’entità impegnata nel promuovere e difendere i diritti fondamentali delle persone a livello globale”.
Con il voto di giugno si saprà se il sogno di un’Europa più unita e sentita verrà realizzato.

Antonella Formisano