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IL BRICS PIANIFICA UN NUOVO ORDINE MONDIALE

By 22/04/2024No Comments

Le nazioni aderenti Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa pianificano la destabilizzazione del dollaro e quindi la decadenza dell’egemonia occidentale – Il mondo è alla deriva: violenza e povertà dilaniano i popoli – Occidente e Europa propongano subito un “Trattato di Pace mondiale” di lunga durata – Anarchia internazionale equivale a confusione mondiale – Benjamin Netanyhau distante dagli USA, condanna a morte migliaia di giovani soldati e si avvicina ai crimini di Putin – Biden: dialogo segreto con la Palestina? – Dopo gli attentati di Mosca e l’“incidente di Baltimora”, l’ISIS minaccia i Paesi che ospitano la Champions League – E l’Italia? E’ tormentata anche dalla crescita del debito pubblico e dalle incresciose situazioni elettorali

Dalla Terra allo Spazio e dallo Spazio nella polvere? Così sembrerebbe, pur ammettendo una certa dose di pessimismo, alla luce di ciò che accade e che fa presagire il futuro della compressa e sottomessa umanità. Chissà se un giorno non lontano, gli scienziati che oggi scrutano la vita dell’Universo, saranno in grado di chiarire agli osservatori della geopolitica terrestre, se forze a noi sconosciute stanno mandando allo sfascio questa povera Terra o se l’irreparabile distruzione è frutto del nostro spietato egoismo.
E’ difficile emettere giudizi senza una vera conoscenza di ciò che siamo. Da che mondo è mondo, gli scienziati e gli uomini di buona volontà hanno creato premesse al benessere, alla pace, per godere di nuove risorse; i governi, nella maggior parte dei casi storicamente evidenti, hanno combattuto altre nazioni, hanno provocato guerre, sempre con un unico scopo: invadere altre nazioni, ridurre alla miseria e al degrado più umiliante altri popoli, ucciso, devastato intere città.
Senza addentraci nella notte dei tempi, si è arrivati alla Seconda guerra mondiale all’esplosione delle atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Sembrava si fosse raggiunta la vendetta più atroce cui si sono aggiunte altre atrocità. Ma, mai, in nessun caso, si è arrivati a coinvolgere l’intera umanità, a sconvolgere Madre Natura che oggi appare esausta, impotente, forse pronta ad arrendersi, o quel che è peggio, pronta a vendicarsi con chissà quale infernale marchingegno. Una cosa è inconfutabile: la confusione è la vera forza sovranista che domina senza alcuna opposizione questo iniziale terzo millennio.
“Anarchia internazionale = Confusione mondiale”: non c’è un’idea che trovi consenso, non ci sono veri statisti in nessuna nazione, capaci di catalizzare su di sé il bene e il male del mondo, la politica è dilaniata dalla mancanza di idee, sopravvivono le banalità, gli interessi di parte, la volgarità, figlia di una maleducata concezione della vita. Impera la malvagità collettiva. E non alludiamo soltanto alla politica interna o internazionale, all’intepretazione che se ne possa trarre.
No. Mancano le idee, che sono soltanto degli scienziati e dei liberi pensatori. Idee che però vengono sfruttate da coloro che guidano le sorti del mondo, nel peggior modo possibile, senza dare alcun valore al pensiero altrui, alla cultura di chi vuol comprendere, condividere; senza dare ascolto alle sofferenze che provocano, alla vergogna che dovrebbero avvertire e che invece ignorano.
Che esseri umani sono costoro che vivono nelle loro  fortificazioni stucchevoli e dorate, che mentono agli altri e a sé stessi,  che mandano a morte milioni di uomini, di ragazzi, che immolano la vita di mamme e di bambini? Senza rendersi conto – la storia testimonia i misfatti – che prima o poi toccherà anche a loro di essere decapitati.
E non è tutto: le potenze che negli anni più bui della storia “si facevano la guerra”, ora sobillano le nazioni più povere, in Medio ed estremo Oriente, in Africa, in Sud America, le rendono schiave. Un esercizio crudele. Le legioni straniere (Francia docet) si moltiplicano, agiscono ovunque, si espongono da criminali quali sono, per salvaguardare l’onorabilità politica di dittatori che poi li condannano a morte certa.
Oggi il mondo è una “palla di fuoco” che avviluppa sé stesso, che si divora e rischia di infiammare anche lo Spazio, ormai violato da nazioni che sulla Terra si odiano. Un’altra delle tante ipocrisie a cui crediamo senza chiederci perché.
Se la malvagità sarà esportata sulla Luna, su Marte, su Venere, addio sogni di gloria per coloro che scandagliano nuove galassie e per noi che assistiamo impotenti.
Siamo ad un passo di una seconda guerra nucleare, ormai in sottaciuta preparazione da più di vent’anni: la verità si scopre sempre tardi. La pace, durata in Europa per ottant’anni, sembra essere un sogno, mentre il nemico è in casa, bussa alle porte, il “cerchio di fuoco” da Est a Ovest sembra violentare anche quei popoli che hanno fatto di tutto per disertare, per non sparare un colpo. La paura ha invaso il cuore e la mente dei cittadini del mondo; un mondo che si crede ancora libero, mentre i malesseri psichici si riproducono in persone di tutte le età e di tutte le latitudini.
I “condottieri di morte” avanzano e non c’è verso di fermarli
perché anch’essi sono vittime della loro violenza. Vige soltanto la retorica, che via via si è banalizzata. Ogni lembo di terra è a fuoco. Dopo l’aggressione della Russia all’Ucraina, a distanza di due anni, Israele ignobilmente aggredita dal terrorismo di Hamas, piovuto dal cielo sulla striscia di Gaza, si è vendicata con violenza che non ha precedenti se non nel massacro scientificamente programmato dai nazisti, che gli stessi ebrei hanno subito con le deportazioni più atroci.
E come si fa a non chiamarlo genocidio, anche se oggi si sottilizza sui termini linguistici, mentre il massacro continua.
Dal 7 ottobre scorso innocenti palestinesi e innocenti ebrei, sono stati sterminati per ordine del gruppo terroristico Hamas, oppositore del presidente della Palestina, Mahmoud Abbas e acerrimo nemico di Israele; da Telaviv, Benjamon Nethanihau, capo di un governo di destra, manda al suicidio decine di migliaia di giovani soldati ebrei, rifiuta ogni invocazione quotidiana tesa a far cessare il fuoco, abbandona gli storici amici statunitensi per adeguarsi alla violenza del dittatore Putin. L’ultima telefonata satellitare con Biden di pochi giorni fa ha confermato quanto ormai Israele sia distante dagli Stati Uniti, se si considera che il presidente Usa, ha aperto il dialogo con una delegazione palestinese. Apertura ai palestinesi che merita grande attenzione. Ma il premier israeliano prende le distanze e sarà dimenticato dagli Stati Uniti nel malaugurato caso in cui Trump, da novembre, dovesse guidare le sorti di Washington. E allora, ci vien da pensare che per la grandezza di Israele un capo di governo così, sia una sventura, al pari di Putin che i russi non meritano, condannati anch’essi alla ad un drammatico futuro.
E’ qui che ci si dovrebbe fermare, per non apparire dannatamente pessimisti. Ma è difficile astenersi da altri commenti: come si fa a non capire che, mentre dalla superficie terrestre e marina piovono missili ultrasonici in Medio Oriente, centro nevralgico di ogni possibile deflagrazione, la Terra è in affanno, non respira, ha bisogno di nuove pause, di ossigeno, ha bisogno di un nuovo periodo di pace, non di guerre. Ed è ancora una volta difficile pensare in termini positivi, ben sapendo che il mondo occidentale e gran parte di quello orientale e medio orientale, così come l’Africa, non gode di grandi pensatori-statisti.
E se a questo si aggiunge che le nazioni aderenti al BRICS pianificano un Nuovo Ordine Mondiale, che esclude la maggior parte dell’Occidente, si comprenderà quanto sia urgente che Occidente, Stati Uniti, Europa, comincino a riflettere seriamente sul loro destino. Si consideri infatti che dopo una sospensione di cinque anni, Brasile, Russia, India Cina, Sudafrica, il cui acronimo è Brics, abbiano gradito l’adesione di altri Paesi africani, di Egitto, Etiopia, dell’Iran Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, con l’intento programmato da tempo di abbattere il dollaro come moneta padrona, fin qui, del mercato mondiale e di battere ognuno moneta nazionale.
Sarebbe questa la prima spallata all’economia globalizzata e al sorgere di una visione geopolitica mondiale che sottragga le nazioni aderenti al Brics all’egemonia dei Paesi che per due secoli hanno dominato e distrutto la dignità di tanti popoli. Si affrettino dunque l’Occidente e l’Europa, soprattutto l’Europa, a stilare un “Trattato di Pace Mondiale”, di lunga durata, che salvaguardi la ricostruzione dell’Ucraina, ormai ridotta allo stremo da Putin, perché altrimenti il cerchio che parte dall’estremo Oriente e coinvolge il Sud America, il “Sud del mondo”, potrebbe costringerli in un mare di fuoco.
Affrettarsi dunque, perché il potente Isis islamico, dopo la strage a Mosca e l’”incidente di Baltimora” (il silenzio ha suscitato forti dubbi sulla sua vera natura) continua le sue minacce agli stadi dei Paesi che ospitano la Champions League: il Parco dei Principi di Parigi, il Santiago Bernabéu di Madrid, il Metropolitano, sempre della capitale spagnola, e lo Stadio Emirates di Londra, con il messaggio aggiacciante: «Uccideteli tutti».
Un pensiero, in questo caos, è rivolto ad alcuni ministri dell’attuale governo italiano affinché sappiano che non soltanto Italia e Europa detengono record altissima cultura. Altre nazioni, in Medio e estremo Oriente, così come in alcune nazioni dell’Africa, la cultura, diversa dalla nostra, affonda nella notte dei tempi. La Cina ne è esempio più significativo.
Cosa potrà fare l’Italia in questo drammatico contesto mondiale? Nulla o quasi nulla, stremata com’è moralmente, ma anche economicamente. Non si dimentichi che entro il 2025 il deficit supererà i tremila miliardi di deficit. Un disastro accumulato per le note ragioni, in questi ultimi anni. La verità annunciata è scritta nel DEF, il documento economico finanziario, libro contabile dello Stato.

Armando Caruso