INDUSTRIAmedioTECNOLOGIA

Il digitale fa vivere bene imprese e cittadini

By 21/10/2021Ottobre 27th, 2021No Comments

Intervista a Massimiliano Cipolletta, vice presidente dell’Unione Industriale di Torino e AD del Gruppo SCAI.

Difficile descrivere sinteticamente Massimiliano Cipolletta, professionista e manager di lunga esperienza, oggi a capo di importanti aziende e fondazioni. Ricordiamo tra le principali il Gruppo SCAI di cui è Amministratore Delegato, il Digital Innovation  Hub del Piemonte e la Fondazione Torino Wireless di cui è Presidente, ma anche gli incarichi di Vice Presidente dell’Unione Industriale di Torino e l’incarico di Membro della Giunta della Camera di Commercio di Torino. Con il Gruppo SCAI, 1400 persone e più di 100 milioni di fatturato, collabora con i più importanti poli di innovazione e centri di ricerca per portare valore alle imprese ed alla pubblica amministrazione e progetta esperienze e soluzioni ICT che accelerano i processi e migliorano la vita delle persone.
Con Torino Wireless sviluppa progetti e servizi per l’innovazione di imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini, operando al fianco di città e istituzioni per attrarre investimenti e costruire progetti di smart city, oltre che supporta gli oltre 300 aderenti al cluster della Fondazione nel partecipare a bandi e progetti finanziati, nella gestione delle politiche di privacy, nella ricerca di partner per collaborazioni di ricerca, industriali e commerciali, nei progetti di trasformazione digitale.
Cipolletta, qual è il rapporto tra impresa innovativa e territorio?
Un’impresa non può essere digitalizzata se è presente in un territorio composto da un tessuto ancora analogico.
La digitalizzazione evolve a stretto contatto con l’attrattività del territorio. Il tutto si compone in un sistema integrato dove ogni componente deve essere allineata.
Come si fa ad essere oggi competitivi?
Sono sempre più convinto dell’esigenza di rendere i centri urbani più appetibili per gli investimenti internazionali, per le imprese, per i cittadini, anche attraverso la promozione di attività di  well living che rispondono alle nuove necessità globali, demografiche e sociali. Perché è proprio un ecosistema che dobbiamo avere in mente.
La transizione digitale che porta innovazione e competenze nelle nostre industrie, è mossa da grandi sforzi professionali per garantire efficacia e velocità di realizzazione, ma anche da una spinte innovative che non possono essere puramente tecniche ma anche di tipo sociale.
Una fra tutte, la partecipazione femminile, nei percorsi di formazione e di lavoro in ambito STEM, è un valore imprescindibile per la nuova società digitale. Dobbiamo favorire e incrementare il coinvolgimento dell’intellighenzia femminile in tutti i contesti strategici, la contaminazione positiva tra diversi background, abbattendo le distorsioni socio-culturali ed economiche che si riflettono anche nei prodotti e nelle soluzioni tecnologiche.
La curvatura digitale deve essere abilitante anche di sviluppo inclusivo.
Siamo ancora in tempo?
Siamo in un momento molto importante e stimolante in cui il 50% dei Fondi del PNRR nazionale sono rivolti a progetti di Digital Transition e di Green Transition, è una grade opportunità per la Citta per offrire servizi evoluti non solo al mondo produttivo, ma anche al cittadino.
Il digitale è uno strumento per rendere la vita più semplice ad imprese ed al cittadino.

Gianmarco Montanari

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