editoriale

L’ATTENTATO AL PREMIER SLOVACCO FICO UN AVVERTIMENTO CHE SCUOTE L’EUROPA

By 24/05/2024No Comments

Cinque colpi di pistola a brevissima distanza: il gesto di uno squilibrato o di un “poeta” prestato alla politica? Gravissime le condizioni della vittima – La premeditazione, evidenzia la volontà di destabilizzare l’Unione Europea – Fico, di origini italiane, disinvolti passaggi dalla sinistra alla destra.

15 Maggio 2024: un’altra data da ricordare e che l’Europa non potrà dimenticare: l’attentato, gravissimo, al Primo ministro della Slovacchia, Robert Fico, colpito da Juraj Cintula, 71 anni, con 5 colpi di pistola, apparentemente un uomo qualunque, che l’ha chiamato a sé “Robo, vieni qui”. Per sparargli con una pistola, “per vendetta”, di chi, perché cosa, per ragioni personali, politiche ?
L’attentato è avvenuto al termine di una riunione di governo a Handlova, non molto distante da Bratislava. Un altro attentato, come tanti ce ne sono stati nella storia del ‘900 e di questo inizio secolo, iI 2000, ricco di avvenimenti che dall’11 settembre 2001 a New York, sta scuotendo, anno dopo anno, drammaticamente, la vita di centinaia di milioni di cittadini in ogni parte del mondo.  E non sono frasi retoriche, “politicamente s-corrette”, sono parole che feriscono, che dilaniano la vita dei popoli, sono la triste constatazione che ogni giorno a causa delle guerre, delle guerriglie, per le loro conseguenze, vengono trucidati donne, bambini, giovani, anziani, colpiti dalla cattiveria insita nell’animo di queste generazioni, tra le quali le nostre, che provocano disastri ovunque: esistenziali, in ogni aspetto della vita di ognuno di noi e nelle società di cui facciamo parti: disastri mentali, materiali, economici che sconvolgo la nostra stessa esistenza.
Ma chi è il criminale Juraj Cintula? Un poeta si dice. E forse lo è davvero. Ma un poeta malefico – se un poeta può essere malefico – prestato alla politica o un politico prestato alla letteratura? Sicuramente un poeta malato, fuori di senno, che ha scritto tre volumi di poesie e un romanzo. Un uomo anziano contro cui è stato avviato un procedimento penale per tentato omicidio con l’aggravante della premeditazione, che nel 2016 avrebbe avuto legami con il gruppo Slovenskì branci, un’organizzazione paramilitare, come ce ne sono tante nel mondo al servizio di crudeli dittatori, legata a estremisti di orientamento filorusso.
Juraj Cintula nella sua logorata vita, ha fondato anche un partito, “Movimento contro la violenza”. Ne era tanto convinto, che, otto anni fa ha scritto: “La violenza è spesso una reazione delle persone, come forma di espressione di semplice insoddisfazione per lo stato delle cose. Cerchiamo di essere insoddisfatti, ma non violenti!”.
Dopo otto anni, evidentemente ha cambiato idea – ammesso che ciò che scriveva fosse dettato da una qualche assopita sincerità – perché il suo gesto violento, ha creato in Slovacchia sgomento e solidarietà, questa, si politicamente corretta, che politici di ogni colore e tendenza, hanno subito espresso per l’aggressione subita dal presidente, Robert Fico, di origine italiana.
Robert Fico è il premier slovacco che guida, dall’ottobre 2023, al suo quarto mandato, la Slovacchia. Il suo partito Smer-Ds ha vinto le ultime elezioni con oltre il 23% dei voti. Un tempo fortemente europeista, negli ultimi anni si è mostrato contrario all’invio di armi all’Ucraina ed è stato rigido verso l’accoglienza degli emigranti.
Fico è nato il 15 settembre 1964 a Topoľčany, città dell’ex Cecoslovacchia. Dopo la laurea in legge a Bratislava, nel 1987 si è iscritto al Partito Comunista. Al termine della Rivoluzione di Velluto, che ha portato alla nascita della Repubblica Ceca e della Repubblica Slovacca, ha fatto parte del Partito della Sinistra Democratica (SDL), forza politica che raccoglie l’eredità del Partito Comunista nella nuova Slovacchia ed è passato poi alle forze populiste di destra. La sua carriera è costellata da tre elezioni a Premier, nel 2006, 2012, 2016. Il 15 maggio i medici l’hanno sottoposto ad un intervento chirurgico grazie al quale hanno stabilizzato le sue condizioni. Cinque colpi di pistola sparati a distanza ravvicinata, ed una vita appesa ad un filo che potrebbe spezzarsi da un momento all’altro.
Una vita politicamente sparicolata: in Slovacchia molti analisti, avversari politici, dicono di lui: «Fico non è mai cambiato, è sempre stato uomo cinico, assetato di potere. È un uomo dalle mille facce, una per ogni occasione. In passato si è mostrato filo europeo e il minuto dopo contro l’Europa». Fico ha vinto le ultime elezioni, tenutesi nel settembre scorso, con toni apertamente filorussi e xenofobi.
Uomini che non dovrebbero stare in Europa. Figli di un tempo disastrato, in cui si cambia casacca per tante ragioni, ma soprattutto per avidità personale.

Redazione TNW