POLITICA

“LE SOFFERENZE 
TRA AFRICA E ITALIA
 NON SONO FINITE
 MA ORA SIAMO IN DUE”

By 25/06/2024No Comments

Il mensile on line TORINO NEWS WORLD, in un momento tragico per milioni di bambini in tutto il mondo, rivolge un invito ai lettori: “Scrivete una lettera a un bimbo o a una bimba” la cui storia è rimasta nel vostro cuore – Non firmate e – se volete – indicate soltanto il nome di chi fruisce del vostro affetto, nel più assoluto riserbo – E’ un atto d’amore di cui tutti abbiamo un bisogno estremo.
Non più di una cartella per lasciare a altri il giusto spazio

Caro Mahfouze, ogni volta che arrivo a Dakar penso a quanto questo paese abbia cambiato la mia vita. Quando ti riabbraccio ho sempre davanti a me l’immagine di quanto eri gracile quando sei arrivato in Italia. Era il 4 luglio 2016 con la tua magliettina rossa e con quel visino sperso. Avevi 14 anni e mezzo…Moussa, tuo papà, nonché mio ex marito, mi aveva chiesto di aiutarlo a portarti in Italia ospitandoti per 2 mesi,  il tempo tecnico per chiedere il visto x Londra, Ormai lui si era trasferito in Inghilterra da qualche anno.
A pochi giorni dal tuo arrivo, Moussa mi avvisa che non avrebbe potuto fermarsi a causa del lavoro e quindi io avrei dovuto occuparmi di te…proprio io che non volevo figli e inoltre in un periodo lavorativo molto intenso. Cosi’ ho trovato una famiglia senegalese con cui potessi stare mentre io ero al lavoro. Solo io e te sappiamo quanto sia stato difficile. Moussa è ripartito 2 giorni dopo e siamo rimasti da soli senza conoscerci e senza nemmeno parlare la stessa lingua. Giorno dopo giorno abbiamo creato la nostra piccola squadra formato, ahimè da sole 2 persone…io e te.

Non potrò mai dimenticare la tristezza e l’irrequietezza dei primi mesi…io e Moussa eravamo separati da 3 anni e io avevo un altro compagno, ma ovviamente la mancanza di dialogo che qui regna, era assordante. Nel tuo immaginario  c’era trasferirti in Italia e vivere finalmente con tuo papà visto che non avevi mai avuto la possibilità di conoscerlo bene.

Ricordo il tuo carattere burrascoso, la pipì nel letto, ma anche i tuoi abbracci e il nostro volerci bene maturato nel tempo. Grazie alla famiglia senegalese in cui passavi la giornata pian piano ti sei integrato, ma a novembre è arrivata la lettera che ci comunicava che il visto per Londra era stato rifiutato. A quel punto potevi rientrare in Africa oppure rimanere con me. Il tuo pianto disperato nel chiedermi di rimanere e il nostro legame cresciuto nei mesi, mi ha portata ad acconsentire di farti restare seppur con mille paure.

Considerata la tua permanenza mi sono attivata per un corso di italiano gratuito ed è stato proprio seguendo le lezioni che hai conosciuto un insegnante che ti aveva notato per la tua brillantezza.

Lei stessa mi ha aiutata ad iscriverti alle Medie ed è così iniziato il tuo percorso scolastico.

Quante note e quante volte le insegnanti mi hanno chiamata a scuola…la tua condotta non era proprio irreprensibile.

Oggi quando ti guardo mi viene tristezza pensando al ragazzino simpatico che eri…pieno di vita e con una mente brillante.

Mi chiedo sempre se sia stato il trauma del distacco dal tuo paese a soli 14 anni, l’assenza di tuo papà, la lontananza da tua nonna che tu adori, magari anche la mia incapacità genitoriale a farti scegliere la strada sbagliata o chissà anche i suggerimenti non proprio migliori della stessa famiglia senegalese che ci aveva aiutato.

Oggi il tuo sguardo è spento dai medicinali e sono rari i momenti in cui ritrovo il vero Mahfouze.
Quattro anni di calvario per allontanarti da droghe e cattive compagnie…Prima hai vissuto a Londra da tuo papà; che nel frattempo era riuscito ad ottenere il visto, poi hai proseguito con un vai e vieni tra Africa e Italia, per poi finire in Guinea Bissau in maniera da essere curato da un marabut.

Adesso vivi con la tua mamma ed i tuo fratelli, figli di un altro papà, ma almeno per la prima volta hai la possibilità di vivere con uno dei tuo genitori. Sei sereno con loro anche se è il tuo mondo parallelo.

Ad oggi la soluzione non l’abbiamo ancora trovata ma almeno sappiamo contro cosa stiamo lottando…schizofrenia.

Il perché di tutto questo non c’è, ma lo troverò vagliando qualsiasi possibilità finché avrò vita per darti un avvenire sereno come meriti.

Ti abbraccio mio caro, dolce Mahfouze e come diciamo sempre noi, siamo una squadra fortissima formata da 2 persone.