POLITICA

MALPEZZI: “LA PREMIER NON E’ RICATTABILE? DICA IN PARLAMENTO CHI VUOLE RICATTARLA”

By 19/01/2024Gennaio 23rd, 2024No Comments

Duro attacco alla maggioranza della coordinatrice di “Energia Popolare”, Corrente creata da Stefano Bonaccini: “La Meloni governi, non faccia fantapolitica” – “Si preoccupi di mantenere il processo di integrazione europea, non a frantumarlo” – “Il nuovo patto sulle migrazioni penalizza l’Italia” – “Maldestro il tentativo di indebolire Gentiloni” – Verso un premierato privo di ogni fondamento giuridico e promesse economiche mancate

Senatrice Malpezzi, siamo alla vigilia del G7, del 17 e 19 aprile a Capri, guidato dall’Italia. lI primo appuntamento sarà la riunione dei ministri degli Esteri, seguiranno gli incontri dei ministri dell’Economia, dal 23 al 26 maggio in Puglia e, dal 13 al 15 giugno, nella Valle d’Itria, a Fasano-Borgo Ignazia, insolito luogo scelto dalla premier anche per il vertice dei capi di stato e di governo. La premier Meloni annuncia battaglia su tutti i fronti. Riuscirà ad accrescere il suo prestigio internazionale?
“Io non ho l’asticella del prestigio all’estero di Giorgia Meloni, so solo che parlano i fatti e l’Italia è stata anche recentemente messa all’angolo e ignorata. Il via libera alla riforma del Patto di Stabilità e Crescita penalizza l’Italia ipotecandone nei fatti la politica fiscale negli anni a venire. Il nostro governo è chiamato al maggior rigore fiscale tra tutti i Paesi dell’Ue. Questo cosa significa? Che già nella prossima legge di bilancio non ci saranno i soldi per rinnovare il taglio del cuneo. L’esecutivo dovrà ricorrere a tagli alla spesa pubblica (sanità) e aumenti delle entrate, più tasse. Il governo ha provato ad indebolire Gentiloni che aveva fatto un’ottima proposta e ha invece portato a casa una soluzione subìta che di fatto ci penalizza. Hanno bocciato la riforma del MES che non ci avrebbe fatto altro che bene tutelando le nostre banche. Nell’Europa interconnessa, la crisi di una banca tedesca può diventare una crisi di sistema. I soldi del Mes per le banche servono a tutelare i soldi dei risparmiatori e infatti i sondaggi dicono che la maggioranza degli italiani è d’accordo a sottoscrivere questo strumento. Meloni per inseguire i “no” euro ci espone a dei rischi. Non una scelta saggia. Questo non è un governo che ha a cuore l’interesse nazionale”.
Al G7 politica internazionale e interessi italiani da condividere con l’UE, saranno seguiti di pari passo. Il Governo è davvero in grado di essere ascoltato da tutti i partner internazionali, soprattutto per ciò che concerne Ucraina, Israele, Palestina, migrazione?
“Il governo non deve fare danni. Deve mantenere la nostra collocazione internazionale e, come Paese fondatore dell’Europa, contribuire al processo di integrazione europea perché un Paese isolato è fragile. Sulle migrazioni nonostante le promesse fatte all’opposizione il fallimento è sotto gli occhi di tutti. Hanno vinto le elezioni promettendo che avrebbero bloccato i nuovi ingressi, ma con loro gli sbarchi sono raddoppiati, con un aumento del 115%. E il nuovo patto sulle migrazioni ci penalizza su tutta la linea visto che le criticità restano tutte in capo ai paesi di frontiera come l’Italia. Non è stato toccato il principio cardine del regolamento di Dublino che fa ricadere l’onere dell’esame della domanda d’asilo al primo Paese d’ingresso in Europa. Solidarietà obbligatoria ma flessibile vuol dire che si potrà scegliere di pagare per non accogliere, in qualche modo dando un prezzo al diritto all’accoglienza. E quindi se qualcuno decide di pagare vuol dire che quei migranti restano in Italia. Forse il governo non se ne è accorto”.
C’è stata grande attesa per la conferenza stampa d’inizio 2024 di Giorgia Meloni. La premier è apparsa come sempre molto decisa, ma ha affrontato i giornalisti con insolita pacatezza. Ciò che ha detto ha rassicurato gli italiani?
“Non sarei tranquilla se fossi la presidente del consiglio ma ancora di più non sono serena come cittadina italiana. Al di là dei proclami questo governo non sta risolvendo un solo problema degli italiani, anzi li sta aggravando. La sanità pubblica è al collasso, le liste d’attesa impediscono ai cittadini di curarsi, il taglio del cuneo fiscale è una mera riproposizione di qualcosa che c’era già con un aumento totalmente mangiato dall’inflazione; per le imprese gli unici investimenti certi sono quelli del PNRR che il governo ha frenato e complicato; non c’è alcuna azione per aiutare chi dà lavoro e produce, sui rincari di energia, materie prime, mutui, carburanti e stretta creditizia. Hanno cancellato una misura di sostegno alla povertà, non hanno voluto approvare una norma di civiltà come il salario minimo, hanno inasprito i criteri per andare in pensione, non hanno messo una risorsa contro il caro scuola che sta mettendo in difficoltà tante famiglie, hanno aumentato l’Iva su pannolini e assorbenti. Ma d’altra parte anche le accise sulla benzina le hanno abolite per finta, via social, solo quando erano all’opposizione, salvo rinnegare tutto una volta al governo. Nell’ultima legge di bilancio però hanno previsto mance e soldi a pioggia per i golf club, hanno tagliato il fondo per il contrasto ai disturbi alimentari e non hanno voluto mettere un euro per rafforzare le azioni contro la violenza sulle donne: a questo ci ha pensato l’opposizione”.
La presidente del Consiglio contro tutti, ha toccato i punti nevralgici del parlamentarismo interno e della difficile, controversa sfida delle elezioni europee. “Non sono ricattabile”, ha ribadito. E’ un guanto di sfida lanciato anche a Lega e Forza Italia?
“Le parole sono importanti, ancora di più per chi guida il governo di un grande Paese. La premier ha detto di non essere ricattabile. Bene, dica chi la sta ricattando e chi vuole condizionare il governo italiano. Servono parole chiare altrimenti è il solito vittimismo complottista per mascherare i fallimenti del suo esecutivo. Se davvero qualcuno la sta ricattando venga in parlamento a fare nomi e cognomi e metta il Paese nelle condizioni di valutare fatti concreti e non teoremi complottisti. Questo governo è chiamato a risolvere i problemi degli italiani, non a fare fantapolitica”.
Parlando del suo Governo, la premier ha anche detto “Sono pronta a essere rigida con chi non coglie il senso di responsabilità che si porta sulle spalle”. E’ una dichiarazione di onestà intellettuale o nasconde il desiderio di stroncare le velleità internazionaliste dei suoi partners di governo in vista delle elezioni europee?
“Io credo che Giorgia Meloni dovrebbe scegliere se essere la leader di un partito di estrema destra che pensa di essere ancora all’opposizione o la guida di uno dei paesi fondatori dell’UE e di una delle più importanti economie continentali. La premier parla molto ma sta facendo poco. Gli italiani chiedono di essere curati negli ospedali pubblici, di avere stipendi adeguati al costo della vita, imprese che danno lavoro, scuole che funzionano. Delle chiacchiere, alla lunga, se ne fanno poco. Le prossime elezioni europee saranno decisive per il futuro del continente. Noi siamo per una maggiore integrazione europea mentre la destra vuole tornare agli stati nazione. Dobbiamo mettere in campo tutte le migliori energie che abbiamo. È una sfida decisiva per gli Stati Uniti d’Europa, per una politica fiscale, estera e di difesa comuni.
La Meloni, prima donna trasparente al Governo dell’Italia o donna camaleonte in grado di dominare alleati e avversari perché “io non accetto le scelte degli altri”?
“Ripeto, Giorgia Meloni deve abbandonare la propaganda e cominciare a governare. C’è una narrazione molto forte sulla presidente del consiglio che copre i fallimenti evidenti di questi primi 14 mesi di governo. Diciamo che alla sua assertività comunicativa non corrisponde la forza di governo. Penso che la presidente del Consiglio dovrebbe assumersi le proprie responsabilità e smetterla di cercare alibi e capri espiatori. È stata eletta per governare, non può più scaricare le colpe di promesse mancate e insuccessi su chi c’era prima, perché è lì da più di un anno”.
“La democrazia è la cosa più bella che una nazione possa avere”, ha detto davanti alla platea gremita di giornalisti e fotoreporter. Questa dichiarazione non può far sorgere il dubbio, che creda veramente nella democrazia?
“Ci mancherebbe che la presidente del consiglio non creda nella democrazia! Sono però preoccupata dalla modalità di lavoro di questo governo che riduce il parlamento ad un monocameralismo di fatto ingorgandolo con decreti che non riescono ad essere esaminati in maniera puntuale da entrambi i rami del parlamento. E sono molto preoccupata dagli effetti delle loro proposte in materia di riforma costituzionale. Di fatto, con il loro progetto sparisce quel sistema di pesi e contrappesi a garanzia della nostra democrazia. La loro proposta invece, indebolisce il Presidente della Repubblica, tra le altre cose. E poi, io credo nella repubblica parlamentare che questa riforma invece cancella. L’elezione diretta del presidente del Consiglio non c’è da nessuna parte. Ci sarà una ragione?”
Cresce la popolarità televisiva della premier, ma sono meno vantaggiosi i consensi dei sondaggi, la maggioranza in parlamento, apparentemente, è salda “ci rivedremo fra dieci anni”, ha annunciato. “lo non mollo”. Ciò nonostante il governo è, a dir poco, ondivago, a causa delle sbandate “fai da te” di alcuni personaggi. Ma il Pd di Elly Schlein e di Bonaccini, che ha fondato la sua corrente “Energia popolare”, di cui Lei è coordinatrice, che cosa intendono fare esattamente per evitare che la destra resti al potere per altri dieci anni?
“Ricordo che la destra non ha la maggioranza nel Paese e che approfitta delle divisione nel campo avversario. Il Pd ha il dovere di costruire l’alternativa ma di fare soprattutto il Pd: un partito grande, capace di parlare a tutta la società e di rappresentare più mondi possibili. La vocazione maggioritaria è questa cosa qui e quando un partito ritrova la sua forza attrattiva il resto viene da sé, anche la coalizione. Ma serve generosità da parte di tutti e non gelosie: purtroppo spesso le altre forze di opposizione sono più interessate a lavorare contro il Pd.
A proposito della pistola dell’on. Pozzolo di Fratelli d’Italia. Siamo ridotti davvero così male?
“La classe dirigente di Meloni sta dimostrando di non essere all’altezza del compito cui è stata chiamata. Il caso di Pozzolo è l’ultimo, il peggiore, di una lunga serie. Penso a un ministro cognato che fa fermare un treno per mezz’ora di ritardo, un sottosegretario alla giustizia che esercita pressioni sul Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per ottenere un documento riservato con cui un collega di partito e coinquilino attacca i parlamentari avversari in aula…Il partito della premier tende troppo spesso a scivolare in gaffe grottesche, specchio di una debole, se non del tutto assente, cultura istituzionale. Giorgia Meloni deve assumersi la responsabilità della sua classe dirigente. Del resto l’ha selezionata lei.

Gianni Maria Stornello