POLITICA

NAVALNY, ULTIMO OPPOSITORE DI PUTIN AVVELENATO IN UN “GULAG DI GHIACCIO”

By 23/02/2024Marzo 20th, 2024No Comments

La lunga lista di crimini feroci con cui si eliminano coloro che amano la libertà, e detestano l’oppressione di un leader imperialista e dittatore – La moglie Julija Borisovna Naval’naja: “ Continuerò la lotta per la libertà in Russia” – La toccante lettera d’amore prima del suo viaggio verso la morte

Anche Navalny è morto. Avvelenato in una prigione-gulag, una morsa di ghiaccio oltre il Polo Polare artico, a 30-40- gradi sotto zero, la colonia penale numero 3 di Kharp, in Siberia. Così Putin uccide gli uomini-simbolo di libertà che si oppongono alla sua dittatura. Così Putin condanna sé stesso al cospetto del mondo, così condanna il Popolo di una grande nazione, vanto di una immensa cultura, di cui è volgarmente il leader.
In sintesi, la forza e la fragilità di un despota che non concede niente alla sua gente, che sottomette la religione ortodossa che pure gli è amica, assetato di potere e di sangue. E’ l’espressione di un “colletto bianco” d’eccellenza che schiaccia con scarpe di alta manifattura (al posto di durissimi stivali), la testa della sua Russia, con la stessa sicurezza con cui schiaccerebbe la testa di un serpente velenoso.
La cronaca di questa avvilente contrapposizione, tra un dittatore e un uomo, Navalny, rientrato volontariamente in Russa, consapevole di immolarsi condanna apertamente i crimini di un imperialista venuto dal passato, che accatasta bugie su bugie con una sbalorditiva franchezza.
La storia delle morti e delle sparizioni degli oppositori di Putin è lunga e crudelmente monotona: coloro che si oppongono al suo volere vengono avvelenati, e poi fatti sparire.
Prima di Aleksej Navalny era stato il turno di Evgheny Prigozhin, fedelissimo dello “Zar” e poi tra i suoi più convinti oppositori, tanto da muovere i suoi mercenari del Gruppo Wagner verso Mosca. Misteriosa la scomparsa di questo “comandante”; misterioso il suo comportamento con la famosa marcia su Mosca. Sicura la sua morte nell’incidente aereo dell’agosto scorso.
Nel 2013, per un presunto suicidio, venne a mancare l’ex oligarca Boris Berezovsky, che dall’Inghilterra attaccava il regime. Chi non ricorda la tragica fine della giornalista di Novaya Gazeta Anna Politkovskaya, la quale aveva pubblicato gli abusi commessi dalle forze russe in Cecenia ed era stata testimone della tragica presa di ostaggi del teatro Dubrovka di Mosca e della scuola di Berlsan in Ossezia del Nord?
Anna Pololitkovskaya è stata trucidata a colpi di mitra nel 2006 (giorno del compleanno di Putin), sul pianerottolo della sua casa a Mosca. Il popolo russo potrà mai dimenticare che sempre nel 2026 in un ospedale di Londra, moriva l’ex agente del Kgb, Aleksander Litvinenko, dopo aver bevuto una tazza di tè avvelenata con il polonio in un albergo?
La vittima si era rifugiata a Londra dopo avere denunciato la violenza del regime russo. Nel 2018 la lista dei morti si intensifica: Sergei Skripal, esponente del mondo dei siloviki (rappresentanti di agenzie statali che esercitano l’applicazione delle leggi), fuggito in Inghilterra dove collaborava con i servizi, Skripal, è sopravvissuto a un avvelenamento a Salisbury con il
Novichok (le potenti neurotossine, che hanno ucciso anche Navalny). Lo stesso Aleksej Navalny, così come Vladimir Kara-Murza, era sopravvissuto ad un primo avvelenamento con il Novichok.
Ma chi era Aleksej Navalny? L’ultino oppositore di Putin era nato in una cittadina rurale, fuori Mosca nel 1976. Dopo la laurea in legge si candida al partito liberale nazionalista Yabloko (Mela) e dà sfogo ai suoi articoli di denuncia, smaschera la corruzione e le ricchezze degli oligarchi russi, e scrive apertamente contro Putin, descrivendolo “Il capo di un regime di ladri e corrotti”.
Nel 2011 dà vita alla Fondazione anticorruzione (Fbk). Da allora conduce indagini e pubblica numerosi rapporti che denunciano e documentano la corruzione tra gli alti funzionari russi, importanti politici e uomini d’affari del Paese. La sua immagine si diffonde tra i dissidenti russi quando il suo videoPrivet, eto Navalny“. (“Ciao, questo è Navalny”). Navanly tenta di tutto per far breccia al CremlinoIl 2011 e il 2012 sono gli anni delle proteste organizzate dall’opposizione russa contro i risultati delle elezioni legislative e presidenziali. Accanto a lui per le strade di Mosca c’è Boris Nemtsov, ucciso nel 2015 sul ponte di fronte al Cremlino, in circostanze che non sono mai state davvero chiarite.
Oggi in tutto il mondo si piange l’uomo che ha avuto il coraggio di affrontare a viso aperto Putin. La moglie
Julija Borisovna Naval’naja, economista e politica. E’ stata nominata leader dell’opposizione in Russia. In Russia è sempre stata considerata come la First Lady dell’opposizione, essendo sposata con Alexei Navalny.
“Scopriremo certamente – ha detto Julija – chi di preciso e in quale preciso modo ha eseguito il crimine, faremo i nomi e faremo vedere le facce”.
Toccante la lettera inviata alla moglie: una lettera di addio, consapevole che non sarebbe più tornato”.
Tesoro, con te tutto è come in una canzone: tra noi ci sono città, luci di aeroporti, tempeste di neve blu e migliaia di chilometri. Ma sento che sei vicino … ogni secondo e ti amo sempre di più”.
Una dichiarazione di poche righe e un’immagine che lo ritrae insieme a Julija Borisovna Navalnaja, che aveva sposato nel 2000 e che è la madre dei suoi due figli. Sono da poco passate le 12 del16 febbraio 2024 quando le agenzie internazionali battono la notizia: Alexei Navalny è morto.

Red. TNW