POLITICA


RAGAZZI E RAGAZZE DELLE MEDIE “NO AGLI ATTI DI VIOLENZA CONTRO I COETANEI”

By 25/06/2024Giugno 27th, 2024No Comments

Significativa e incoraggiante la partecipazione della loro Consulta alle indagini della Direzione Centrale di Polizia Criminale – Le riflessioni su due volumi del Ministero dell’Interno – I dati sulla percezione dei reati

Il giorno 31 maggio 2024 è stato presentato, alla Direzione Centrale Polizia Criminale, Ufficio interforze del Dipartimento, il documento di analisi “I giovani e la violenza di genere. Dall’analisi dei dati alla percezione del fenomeno da parte delle giovani generazioni”, predisposto dal Servizio Analisi Criminale, in collaborazione con l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza (AGIA). L’evento, presieduto dal Prefetto Raffaele Grassi, Vice Direttore Generale della P.S. – Direttore Centrale della Polizia Criminale, si è svolto alla presenza del Direttore del Servizio Analisi Criminale, Dirigente Superiore della Polizia di Stato e di qualificati rappresentanti della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia Penitenziaria e del Dipartimento delle Pari Opportunità. Hanno, inoltre, partecipato Carla Garlatti, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, accompagnata da una rappresentanza di giovani della “Consulta delle Ragazze e dei Ragazzi” della citata Autorità e alcuni studenti degli Istituti scolastici interessati dall’iniziativa, accompagnati dai docenti.
Il documento di analisi si compone di due volumi, pubblicati sul sito web del Ministero dell’Interno. Nel primo, la violenza di genere viene esaminata sulla base degli elementi di informazione, estrapolati dalla Banca Dati delle Forze di polizia, riferiti ai minori e ai giovani adulti, sia vittime che autori dei reati ad essa riconducibili, e attraverso un’analisi delle richieste pervenute al numero di pubblica utilità 1522; nel secondo volume sono state analizzate le risultanze del questionario predisposto, sul tema in argomento, dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale con il prezioso supporto della Consulta delle Ragazze e dei Ragazzi dell’Autorità Garante per l’Infanzia e  comunicazione/dati-e-statistiche/omicidi-volontari-e-violenza-genere; l’Adolescenza, al fine di cercare di cogliere la percezione dei giovani sul fenomeno ed il livello di consapevolezza in riferimento ad alcuni dei suoi aspetti, mettendo a confronto le risposte fornite con le risultanze dell’analisi statistica.
Il questionario è stato sottoposto, su base volontaria e in forma anonima, all’attenzione degli studenti delle quinte classi di alcuni istituti di istruzione di Roma, individuati d’intesa con il ministero dell’Istruzione e del Merito e, inoltre, pubblicato per un mese online sulla piattaforma “Io partecipo” dell’Autorità Garante. Il primo tema emerso è stato quello dell’amplissima adesione alla consultazione, che ha visto la partecipazione di 320 studenti delle scuole interessate, cui si sono aggiunti 31.960 ragazze e ragazzi, di età compresa tra i 14 ai 18 anni, che hanno compilato i questionari online, con riscontri che hanno offerto numerosi e interessanti spunti di riflessione. La tematica è quindi apparsa molto avvertita dai giovani, che hanno colto l’occasione per esprimere liberamente le proprie opinioni. Il Report evidenzia come i giovani appaiano coinvolti nel tema della violenza di genere, sia in termini di “consapevolezza” dell’esistenza del problema, sia, talvolta, per il diretto coinvolgimento in

“relazioni tossiche”: a solo titolo di esempio, il 33% degli intervistati ha dichiarato di subire atteggiamenti possessivi dal partner; tra questi il 66% delle ragazze subisce pressioni dal partner affinché non indossi determinati capi di abbigliamento. Oltre al ruolo attribuito alle Forze di polizia, ai suggerimenti forniti per renderne l’azione più in linea con i desiderata dei ragazzi, al ruolo svolto dai social network nel veicolare contenuti violenti, altro tema di particolare interesse riguarda la “percezione della sicurezza”. Il timore di essere vittima di violenza di genere risulta più elevato tra le ragazze (il 57% delle studentesse e il 35% delle giovani intervistate online) che tra i ragazzi (il 10% degli studenti e l’11% degli intervistati online).
A commento dell’evento, Carla Garlatto, Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza ha sottolineato che: questa iniziativa nasce da una proficua collaborazione con il Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale, che sono stata da subito felice di avviare: avevo ben compreso la forza della collaborazione, ma non avrei mai immaginato quale sarebbe stata la portata della risposta da parte degli adolescenti.
Se in un mese 32 mila ragazze e ragazzi hanno sentito forte l’esigenza di affrontare il tema della violenza di genere di certo la questione li coinvolge direttamente. I risultati della consultazione forniscono interessanti spunti di riflessione proprio per comprendere quale sia la percezione che i giovani hanno della “violenza di genere” e il loro livello di consapevolezza rispetto a ciò che può essere fatto per aiutare chi ne è vittima.
Emerge innanzitutto un aspetto: la questione della violenza di genere interessa, soprattutto alle ragazze. Più in generale mi ha colpito che il 96% dei partecipanti ritiene sia importante parlare della tematica: questo, unito alla grandissima partecipazione al questionario, mi fa pensare che debbano essere create più occasioni di condivisione; Il Prefetto Raffaele Grassi, Vice Direttore Generale della P.S. – Direttore Centrale della Polizia, Criminale, ha dichiarato: “Nell’ambito della quotidiana attività di studio e approfondimento in tema di violenza di genere, il Servizio Analisi Criminale ha questa volta scelto di focalizzare l’attenzione su come il fenomeno della violenza di genere viene percepito dai giovani e dai giovanissimi, cercando di accendere un faro e stimolare una riflessione con gli adulti di domani. Una scelta inedita, che evidenzia l’avvertita necessità e urgenza di porre con ancora più forza l’attenzione su un fenomeno che è prima di tutto culturale, sensibilizzando e coinvolgendo giovani e giovanissimi e promuovendo un dibattito costruttivo su una tematica che inevitabilmente è, e deve essere, al centro del loro processo di maturazione”.I
Il direttore del Servizio Analisi Criminale ha voluto richiamare l’attenzione su come “I risultati dell’iniziativa sono stati decisamente superiori alle aspettative, segno tangibile che tale problematica è molto sentita tra i giovani, che hanno risposto all’invito con viva partecipazione, dimostrando che quando viene offerta l’opportunità di dire la loro, la colgono con entusiasmo. Con tale iniziativa è importante sottolineare come si sia instaurata una forma di comunicazione con i giovani, che hanno colto l’occasione per essere ascoltati e per partecipare alle scelte che li riguardano. Da parte nostra garantiamo il massimo sforzo per mantenere l’impegno e meritare la fiducia che ci è stata riconosciuta”.
In conclusione, quello della violenza contro le donne non è un fenomeno marginale, reliquia di un passato da dimenticare o espressione una diversa sensibilità incidentalmente importata da altre aree del mondo ma destinata ad esaurirsi attraverso l’omologazione culturale.
È, invece, e come tale deve essere considerata, una violazione dei diritti umani, tuttora presente e trasversale, alle classi sociali, alla formazione culturale e alle fasce d’età, che si manifesta attraverso una serie di condotte che affondano le proprie radici nell’ignoranza, nella negazione della ragione. Le ragazze ed i ragazzi, i giovani che costituiscono il futuro (e anche il presente) della nostra società, dimostrano al riguardo un notevole grado di consapevolezza e di sensibilità, sanno che non si tratta di un fenomeno superato, e che lo stesso si nasconde e fiorisce anche in condotte banali e inconsapevoli. I dati delle Forze di polizia evidenziano, tra l’altro, che nel 2023 l’incidenza delle giovani vittime (0-34 anni), si è attestata al 73% sul totale per le violenze sessuali di gruppo, al 100% per la costrizione e induzione al matrimonio e al 38% per il c.d. “revenge porn”. che tuttavia possono generare sofferenza. E chiedono campagne di sensibilizzazione ed educazione al rispetto delle donne, educazione sessuale ed emotiva. Il report desidera quindi accendere un faro sul tema, che non deve essere considerato solo quando si verifica un evento particolarmente drammatico o in occasione di ricorrenze, e altresì contribuire a sviluppare, soprattutto nei giovani, un senso dell’agire sociale essenziale nel concorso all’azione delle Forze di polizia per contrastare un fenomeno odioso e pervicace quale quello della violenza di genere, che deve essere inquadrato nella sfera della responsabilità collettiva e non solo in quella individuale. Questa pubblicazione, nella sua dimensione interforze, intende quindi restituire, anche con il ricorso a strumenti innovativi, la dimensione reale della violenza di genere, offrendone una panoramica che sia quanto più esaustiva possibile. Con l’auspicio che tali approfondimenti contribuiscano a supportare quel percorso di crescita culturale che, iniziando proprio dalla consapevolezza e dalla conoscenza, possa tramutarsi in riscatto e progresso, magari proprio a partire da un rinnovato patto di vicinanza e solidarietà tra i giovani e le Forze di polizia.

Stefano Delfini
Dirigente Superiore della Polizia di Stato+
Direttore del Servizio Analisi Criminale