POLITICA

SPORT E POLIZIA, L’UNIONE FA LA FORZA MA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

By 20/03/2024No Comments

Lo storico “8 Marzo” istituito dalle Nazioni Unite, si traduce e si festeggia con un sostegno reale dell’Ufficio Interforze di Pubblica Sicurezza – Monito per coloro che violano i diritti all’altra metà dell’umanità soggetta alla stupidità dell’uomo – L’Accordo con la Lega Pallavolo serie A Femminile

“8 Marzo”. Giornata internazionale dei diritti della donna. Donne vittime di violenza”, è il titolo del Report di Analisi del Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale Polizia Criminale, Ufficio composto da interforze del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, predisposto in collaborazione con la Lega Pallavolo Serie A Femminile. Giovani campionesse hanno arricchito il documento con le loro testimonianze sul valore dello sport per
promuovere un’effettiva parità di genere. Ma procediamo con ordine.
L’8 marzo di ogni anno ricorre quella che è comunemente conosciuta come la “Festa della donna”, ma che più propriamente deve essere celebrata come Giornata internazionale dei diritti della donna. Una ricorrenza, istituita dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, che deve costituire un momento di riflessione, e in occasione della quale, il Servizio Analisi Criminale ha fornito un approfondimento per sensibilizzare l’opinione pubblica, sull’importante fenomeno della violenza di genere, monitorandone l’andamento.
Nella struttura del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno opera personale dei vari ruoli e qualifiche della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Penitenziaria.
L’enunciato, in merito, non lascia dubbi: “Ogni atto di violenza sulle donne è tale se abbia come risultato, o possa avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che avvenga nella vita pubblica o privata….”.
Si tratta della definizione di “violenza contro le donne” sancita dall’art. 1 della Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 dicembre 1993. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, definisce, invece, violenza di genere, qualsiasi “violenza diretta contro una donna o che colpisca le donne”, distinguendola dalla violenza domestica che indica qualsiasi atto di “violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verifica all’interno della famiglia o del nucleo familiare”.
Sono stati analizzati, con un focus sulle caratteristiche delle vittime e degli autori, i c.d. “Reati spia” e i delitti introdotti dalla legge n. 69/2019, c.d. “Codice rosso” che ha ridefinito l’azione punitiva e ampliato il sistema di tutela preventiva per le donne vittime di violenzadomestica e di genere.
L’analisi prosegue con un esame degli omicidi volontari, costantemente monitorati attraverso la specifica raccolta del Servizio Analisi Criminale, con una prospettiva dettagliata sulle donne. Dall’analisi emerge, tra l’altro, che i reati spia (Atti persecutori, maltrattamenti contro familiari e conviventi e violenza sessuale declinata in tutte le sue forme), che nel triennio precedente avevano evidenziato un trend in progressivo e costante incremento, nel 2023 risultano stabili o in lieve diminuzione.
Il dato inerente all’applicazione dei reati del “Codice rosso” (Violazione ai provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, costrizione o induzione al matrimonio e deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso) fa, invece, rilevare un significativo incremento, per quasi tutte le fattispecie 5 .
Un aumento da interpretare in senso positivo, come incremento della propensione alla denuncia. E, più in generale, della sensibilità acquisita da tutti coloro che favoriscono l’emersione del “numero oscuro” di violenze non denunciate. E’ questa una delle priorità per le Forze di polizia. Appare significativo il dato sulle vittime femminili di omicidio, dopo aver mostrato un incremento dal 2020 al 2022 fa registrare, nel 2023, un decremento (-6%). Inoltre, nel 2023, nell’ambito familiare/affettivo, in circa un quarto dei casi, le uccisioni di donne interessano il rapporto genitori/figli. In linea generale, al crimine più cruento e irreversibile, i cui presunti autori risultano individuati con percentuali intorno al 90%, continuano quindi ad accompagnarsi, a volte quali “reati presupposti” ed altre volte come autonoma forma di violenza e prevaricazione, altri gravi crimini che producono sulle vittime seri effetti fisici e psicologici.
Si conferma, quindi, al di là delle specifiche valutazioni sulle variazioni dei dati, la necessità di riservare alla violenza di genere la massima attenzione, non solo nella prevenzione e nel contrasto, ma anche nel supporto alle vittime, nell’educazione dei 3 Atti persecutori (art. 612 bis c.p.), maltrattamenti contro familiari e conviventi (art. 572 c.p.) e violenza sessuale declinata in tutte le sue forme (artt. 609 bis, ter e octies c.p.).
Viene effettuata anche una rassegna delle più significative novità introdotte con la legge n. 168/2023. 5 che, anche se introdotta con il Codice rosso, fa registrare una prevalenza delle vittime maschili. Giovani uomini e nelle campagne informative mirate a rimuovere quegli ostacoli socio-culturali, che impediscono l’affermarsi di un’effettiva parità di genere. Al riguardo, l’impegno delle Forze di polizia è costante e in prima linea.
Fondamentali interventi sono, infatti, stati adottati negli anni per la specializzazione degli operatori per la formazione multidisciplinare, anche in tema di approccio alle donne vittime di violenza per evitare fenomeni di vittimizzazione secondaria. Tra i ruoli della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri sono presenti anche figure professionali quali medici e psicologi, che svolgono attività di supporto e sostegno alle vittime, oltreché di formazione a tutto il personale. Tutte le iniziative contro la violenza di genere vedono sempre presenti le Forze di polizia, che vogliono costituire un punto di riferimento per le persone in difficoltà anche attraverso un semplice consiglio o informazione e che possono essere contattate presso tutti gli uffici e reparti sul territorio nazionale o attraverso il numero unico di emergenza 112; così come la rete di servizi socio-sanitari pubblici e privati che vengono attivati attraverso il numero antiviolenza e anti-stalking 1522 gestito dal Dipartimento per le Pari Opportunità. L’invito rivolto a tutte le donne, anche alle più giovani, è quindi quello di non sottovalutare mai nessun segno di violenza psicologica, economica, fisica, di cui sono vittime e di chiedere aiuto per uscire dalla condizione di isolamento e soggezione in cui si trovano.
Un invito che, attraverso la collaborazione con la Lega Pallavolo Serie A Femminile, viene rivolto anche da giovani atlete, campionesse della pallavolo italiana, che hanno voluto arricchire il report con un messaggio di speranza e con le loro testimonianze sul valore dello sport per promuovere un’effettiva parità di genere, per aiutare le vittime ad uscire dalla spirale della violenza, senza paura o vergogna di chiedere aiuto e ricordare ai ragazzi l’imprescindibile valore del rispetto verso il prossimo e, in particolare, nei confronti delle donne.
Un messaggio di speranza, per promuovere un’effettiva parità di genere, anche con il proprio esempio di donne che si cimentano ogni giorno, nell’agone dello sport, non solo per raggiungere traguardi sempre più alti, ma anche per superare stereotipi e pregiudizi.

Il Rapporto desidera, quindi, accendere un faro, offrendo il senso dell’azione delle Forze di polizia nel contrasto al fenomeno odioso e pervicace della violenza di genere, con l’auspicio che possa costituire un utile strumento per supportare quel percorso di crescita culturale che, iniziando proprio dalla consapevolezza e dalla conoscenza, possa tramutarsi in riscatto e civiltà. Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, infatti, ha particolarmente a cuore il tema ed è sempre molto alta l’attenzione delle Forze di polizia su questo fenomeno, che richiede specifiche sensibilità e spiccate professionalità investigative e di prevenzione.

Stefano Delfini

Dirigente Superiore della Polizia di Stato
Direttore del
Servizio Analisi Criminale